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Val Susa e TAV. – Con Sindaci ‘feudatari’ e Sindaci di piccoli Comuni che non ci stanno a tornare ‘vassalli’.
Alla trasmissione di Gad Lerner “l’infedele” del 7 dicembre colpiva il piglio fermo del Sindaco di Torino Chiamparino, sostenitore della TAV, e il volto né corrucciato né meno fermo dei due Sindaci di piccoli Comuni della Val Susa, contrari alla TAV.
Come la risposta della Sindachessa “sono una collega” al Sindaco di Torino che domandava: “chi ha detto questa cosa?”. Con Chiamparino che, con un certo imbarazzo, ha subito confermato: “collega”.
Colpiva anche la pazienza di Gad Lerner, come di altri dei presenti, nel portare avanti una trasmissione da cui affioravano continuamente elementi di conflitto. Compresi quelli di carattere istituzionale.
Si pensa che non ci sia potere della Repubblica che non stia vedendo il forte conflitto istituzionale tra i Sindaci di questi piccoli Comuni e gli altri poteri dello Stato.
Considerato che il nuovo articolo 114 della Costituzione ha riconosciuto l’equa ordinazione tra Comuni, Città Metropolitane, Province, Regioni e Stato, tutti costitutivi della Repubblica, si pensa essere difficile per chiunque risolvere un simile rebus.
Ancora più difficile se si pensa che in Italia i piccoli Comuni rappresentano l’80% del suo territorio e circa il 40% della sua popolazione.
Più difficile ancora se, andando a vedere i tagli ai Comuni di questi ultimi anni in cui i più penalizzati sono proprio i piccoli Comuni e i tagli ai loro servizi che hanno portato a dire ai Sindaci di piccoli Comuni delle mie Marche: “se si continua con queste esternalizzazioni tra poco ai piccoli Comuni non resterà che le carte d’identità e neppure più queste visto il prossimo avvio della carta di identità elettronica”, ci si rende conto che i Sindaci dei piccoli Comuni, non solo quelli della Val Susa, cominciano a dire basta.
Come non pensare, vedendo il volto del Sindaco Chiamparino e quelli dei Sindaci dei due piccoli Comuni della Val Susa, una sorta di ritorno a ‘feudatari’ e ‘vassalli’?
Non ne voglia, Sindaco Chiamparino, ma lei, in quanto esponente nazionale ANCI, non può negare che sono oramai molti i Sindaci dei piccoli Comuni arrivati al limite.
Come se non bastasse, leggendo un importante quotidiano sui fatti che hanno preceduto il blitz della notte del 6 dicembre in Val Susa, mi ha prima sorpreso e poi preoccupato la seguente notizia: “Alle 16 (di lunedì 5 dicembre) il prefetto riunisce il Comitato provinciale per l’ordine pubblico e conferma: ‘Sarà per questa notte’”.
Sapendo che per l’articolo 20 della legge 1 aprile 1981 n. 121 in questo Comunicato sono membri di diritto anche il Sindaco del capoluogo di provincia e il Presidente della Provincia, va da se che Chiamparino, Sindaco di Torino, capoluogo di Provincia, era a conoscenza del blitz. Non si sa quale sia stata la posizione del Sindaco di Torino dentro questo Comitato, è però certo che Chiamparino, per lo spirito della legge 121/81, ne fa parte non in qualità di Sindaco di Torino, ma quale rappresentante di tutti i Sindaci della Provincia.
Come dire che, sapendo, Chiamparino, che tutti i Sindaci della bassa Val Susa sono contro sia la militarizzazione della Valle che l’inizio dei lavori, i rischi, sopra denunciati, di un ritorno al basso Medio Evo, e a neo ‘feudatari’ e ‘vassalli’, più che tali sono una constatazione. Fatto che, si ripete, non si vede solo in Val Susa.
Altidona (AP) 8 dicembre 2005 – Luigi dr. avv. Meconi
meconi.l@tiscali.it
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