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PER UN'ALTRA
FIRENZUOLA
SPAZIO LIBERO |
[22-8-2004]
comunicato stampa sulla convenzione sulle gestioni associate
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CONSIGLIO COMUNALE DI FIRENZUOLA PROVINCIA DI FIRENZE |
PER UN’ALTRA FIRENZUOLA GRUPPO CONSILIARE |
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PIAZZA DON STEFANO CASINI, 1 – 50033 FIRENZUOLA
Comunicato stampa
Le "convenzioni per le gestioni associate": devoluzione e accentramento burocratico della Regione Toscana
In questi giorni i comuni del Mugello, come tutti quelli della Toscana, sono chiamati ad approvare una serie di convenzioni per la "gestione associata" di importanti servizi: dagli appalti dei lavori pubblici alle biblioteche, dalla protezione civile ai macelli.
Esperienze di gestione associata di servizi fanno parte ormai della storia della nostra zona e della Toscana: per il Mugello fra le piú significative si annoverano quella delle biblioteche e anche quella del macello pubblico.
Ora una delibera della Giunta Regionale dello scorso e un recepimento forse tardivo di quelle direttive da parte della Comunità Montana pongono i Consigli comunali di fronte alla "necessità" di approvare convenzioni inemendabili, fatte pervenire già confezionate dall’alto a ridosso della convocazione dei Consigli. Provvedimenti "blindati" – come sono stati definti da esponenti autorevoli della stessa maggioranza – al di fuori di una discussione e di un confronto reale e approfondito, senza una verifica seria dei risultati delle passate esperienze di gestione associata.
Quando questa riflessione è stata fatta – come ad esempio per la gestione delle biblioteche – la conclusione degli addetti ai lavori e dei responsabili politici è stata che le nuove regole imposte dalla Ragione rappresenterebbero una involuzione rispetto a una esperienza da tutti riconosciuta positiva. Per questo i Comuni del Mugello si sono detti disposti a rinunciare ai contributi regionali pur di mantenere una forma di gestione associata delle biblioteche e dei musei che ha dato risultati positivi.
Non si capisce perché quella stessa maggioranza prema affinché convenzioni in altri settori vengano approvate sebbene contengano quegli stessi princípi di accentramento e burocratizzazione criticati in relazione alle politiche culturali.
In realtà le forze politiche che governano il Mugello – notoriamente terra disposta ad accettare ogni tipo di "blindatura", dai candidati al Parlamento nazionale alle convenzioni sulla gestione dei pubblici macelli – stanno facendo un interessante esperimento politico: la gestione regionale "di sinisra" della devoluzione bossiana. Il "federalismo" voluto e imposto dalla Lega, infatti, non va certo in direzione di una maggiore partecipazione delle popolazioni e delle autonomie locali ai processi decisionali, ma piuttosto nella direzione del trasferimento di poteri accentrati e accentarori dallo Stato alle Regioni.
Ed è proprio su questa linea che si sta muovendo la Regione Toscana, non meno della Lombardia o del Veneto. La consegunza è quella della creazione di gruppi di potere regionale che gestiscono la politica dall’alto. In questa prospetiva l’abolizione del voto di preferenza per le elezioni regionali è un ulteriore strumento di rafforzamento di quei gruppi di potere.
Che le convenzioni di gestione associate siano uno strumento di accentramento e di burocratizzazione del potere – soprattutto se sottratte a una libera discussione da parte dei Comuni che sono chiamati a delegare una parte delle loro prerogative alla Comunità Montana – è ben presente alle stesse forze di maggioranza che operano a livello comunale. E ciò crea loro qualche imbarazzo, tanto che non tutte le convenzioni verranno votate da tutti i comuni; che verranno presentati nei Consigli ordini del giorno e mozioni per chiedere in futuro modifiche a ciò che oggi si approva "per necessità", "per dovere", o "per forza".
Noi non voteremo né quelle convenzioni né quegli ordini del giorno, e chiediamo che tutti i consiglieri comunali – di maggioranza e di opposizione – abbiano un minimo di senso di dignità e di rispetto per i loro elettori e per la loro carica. Siamo stati eletti per far parte di un libero Consiglio, in cui ciascun consigliere è libero di votare secondo scienza e coscienza: e molti consiglieri di maggioranza sono perfettamente consapevoli che il principio che deve stare alla base di una gestione associata è quello della condivisione degli scopi e degli strumenti nella prospettiva di fornire migliori servizi ai cittadini; come possono votare quei consiglieri convenzioni impostate non sulla condivisione ma sull’accentramento burocratico?
Le proposte "blindate" da sottoporre ad assemblee accondiscendenti erano in passato una prerogativa della Repubblica dei Soviet e, in tempi piú recenti, sono una prerogativa del governo di Berlusconi: che cosa hanno da spartire i consiglieri mugellani del centro sinistra con Stalin e con Berlusconi? Speriamo "nulla" e speriamo che rifutino il ruolo di meri esecutori di ordini.
Firenzuola, 22 Ottobre 2004