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PER UN'ALTRA
FIRENZUOLA
SPAZIO LIBERO |
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Si è suicidata la colf .6.
Quella sera Giovanna andò a cena con il suo assistente Ettorino. La gente li guardava, anche perché lei portava un vestitino così stretto che si vedeva tutto, praticamente girava quasi nuda, mentre lui, oltre ad essere brutto, aveva il maglione di lana a collo alto.
Fu alle 23, quando uscirono, che lo videro. Ma non per primi. C’era già un gruppetto di persone attorno. Era un manifesto grande come un giornale, con scritto a lettere cubitali: SIAMO STATI NOI A FARLE SPOGLIARE E NON CI FERMEREMO FINCHE’ NON TORNERA’ LA LEGALITA’ IN PAESE. E.L.F. Finalmente una rivendicazione! Ma sarà vera? Ettorino, un po’ brillo, si mise a pisciare contro un albero. "Brutto maiale!!" gli disse la pianta; al ché rimase sorpreso. Si accorse poi che era stata la nuova vigilessa, che vigilava sempre. "Scusi" gli rispose " non sono solito farlo, ma di gabinetti pubblici non ce ne sono". Si allontanarono e camminando si ritrovarono lungo fiume. Era buio. Ettorino si teneva un po’ a distanza da Giovanna, perché sapeva di non essere il suo tipo e aveva paura di prendere una sberla se per caso gli scappava una mano. Ad un tratto inciampicò in qualcosa e cadde in un profondo buco. Madonna che botta!! Intontito aprì gli occhi e vide quelli di d’un grosso rospo sorpreso quanto lui. Girò lo sguardo e si accorse di essere caduto dentro la piscina, ancora vuota d’acqua. In alto, oltre a Giovanna, una schiera di ranocchi lo guardava incuriosito. Tutto maculato ce la fece a risalire dal fondo e bestemmiando sui controlli per la sicurezza nei cantieri,( lui, che come copertura faceva il muratore) si allontanò sorretto da Giovanna. In piazza si salutarono. Domani c’era da ragionare sulla rivendicazione. 6 SEGUE
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