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PER UN'ALTRA
FIRENZUOLA
SPAZIO LIBERO |
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Si è suicidata la colf 12.
Pedinare
Arfeo fu una cosa semplice. Anche perché dormì tutto il pomeriggio.
Quasi
alle nove (ventuno) Arfeo svicolò velocemente per la stretta via
laterale, passò sotto al porticato ed entrò in un cortile buio. Bussò
ad una porticina, bisbigliò qualcosa. Aprirono ed entrò. Uscii
dall’androne in cui mi ero nascosta ed iniziai a cercare il modo d’entrare.
La porta era vecchia, ma maledettamente robusta. Altri ingressi non se ne
vedeva. Vidi un chiarore provenire da dietro l’angolo. Lo girai e scorsi
una finestrella polverosa, un poco aperta. Non si vedeva quasi niente, ma
si sentiva bene. Intravidii o immaginai, attorno ad un tavolo alcune
persone che parlottavano. Le voci erano d’anziani.
Porco Giuda – pensai – Vogliono rapire Al?? Qui va a finire che li mettono tutti in gattabuia, questi vecchietti!!. Non posso lasciarli fare, devo inventare qualcosa. Sia ben chiaro, nel loro interesse. Ma che fare? Pensa pensa, …mi viene un’idea, speriamo!! Per tramite di un comune amico, faccio avvisare Ettorino, il quale si presta a far pervenire un messaggio ad Al Carognone con un’invito "intimo": Vieni stasera al calar del sole alla "tana del lupo" e vedrai cose mai viste - Giovanna.
E’ proprio vero che la fortuna aiuta gli audaci, infatti devo ricredermi perché quando Al si sveglia non è più quello di prima: è diventato una pasta d’uomo delicato, perbene, che non dice una parolaccia neanche a pestarlo. Anzi,… mi manifesta l’intenzione di lavorare gratuitamente nella casa per anziani, nei ruoli più modesti. Faccio
recapitare un messaggio anonimo a quelli dell’ELF: state tranquilli
non c’è più pericolo, ma vigilate, non si sa mai che gli capiti di
bere nuovamente un cognac soporifero!!! Nell’uscire vedo, sotto lo zerbino un biglietto del mio amico Paco, che mi saluta. Si è stancato di farmi da postino e (involontariamente) da prestanome. E’ tornato a casa sua, lontano, lontano. Mi dice che è inutile cercarlo o mandargli email, ha disdetto tutto.
GIOVANNA
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