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Si è suicidata la colf .11.
Doveva vederci più chiaro. Al mattino presto si
appostò nascosta dietro al masso, vicino alla panchina, dove Gioia già
sonnecchiava, con accanto Arfeo, che gli diceva:
- l’ha detto
anche il mi figliolo, che l’è del settore,… questa l’è una
repubblica a parte. Qui fanno ‘icchè gli pare. Guarda lì fanno il
pavimento anche a un piazzale privato. Prova a sentire se te lo fanno
anche a te gratis..se.
- Sie!! A me se
potessero mi leverebbero anche la pensione, ma un stò zitto. Mi viene
il giramento di testa e di coglioni quando vengo in paese da quel
giardino a zigguzzago. E ora vogliono fare uguale anche quello de
pesci. Spendere e spandere, tanto paga pantalone.
- Bei lavori
fanno. Guarda i marciapiedi: saltano tutti. E invece di chiedere i
danni li rifanno co’ nostri sordi. L’ha detto anche il mi
figliolo: solo da voi si fanno ste cose. L’è proprio il paese dei
balocchi.
- Ti saluto
Arfeo, ora devo andare a far la spesa,…, ci si rivede stasera. Alle
nove c’è la riunione. E sta attento a un farti vedere. Ciao.
Giovanna si tese tutta nel sentire quest’ultime parole. Qualcosa le
fece pensare d’essere sulla strada buona. Il mistero dell’ELF e degli
spogliarelli forse si avviava a soluzione.
Bisognava non farsi riconoscere. Andò in auto e si mise un vestito da
uomo. Così sarebbe passata inosservata.
Pedinò Arfeo tutto il giorno ed alle nove(vent’uno) ci sarebbe stata
anche lei, nascosta, alla fatidica riunione.
11 SEGUE
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