UNITA’
DI MISURA
DELL’ENERGIA Quando
vogliamo misurare una quantità di energia dobbiamo fare preliminarmente
una fondamentale distinzione tra potenza (intesa come
capacità teorica di compiere un lavoro, a prescindere dalla durata nel
tempo, quindi come dato anche istantaneo) e
flusso di energia nel tempo, cioè potenza trasformata in atto,
quindi potenza che, trasformandosi da concetto teorico a realtà
pratica, compie realmente un determinato lavoro in un dato tempo,
compiendolo ininterrottamente nell’arco del dato tempo
(normalmente si utilizza come unità di tempo base il periodo standard
di un’ora). La
differenza è dunque evidente: mentre nel concetto di potenza si
prescinde completamente da qualunque riferimento al tempo (cioè
ad una determinata durata nel tempo) al contrario, nel concetto
di “flusso di energia” o “lavoro prolungato nel tempo” il
riferimento a un dato periodo di tempo è assolutamente indispensabile:
sarebbe infatti impossibile quantificare un flusso di energia – o
anche un determinato lavoro - senza indicare il periodo di tempo nel
quale quel flusso energetico, quel lavoro si è dispiegato senza
interruzioni. UNITA’
DI MISURA DELLA POTENZA L’indicazione
della potenza è indispensabile per comprendere la capacità di lavoro
di una macchina o la capacità di erogazione di energia nel caso si
tratti di una macchina produttrice, appunto, di energia (come la
turbina). Nel
nostro caso ci occupiamo di energia elettrica. E pertanto occorre fare
riferimento a queste unità di misura: il
Watt (W) che è l’unità base della potenza elettrica [Tutti
conosciamo le lampadine da 25 o 50 o 100 Watt, che appunto con il
crescere dei Watt aumentano la capacità di illuminare] Il
kiloWatt (kW) che equivale a 1000 Watt [Tutti
sappiamo che l’impianto di casa ha una potenza complessiva di circa 3
kW] Il
MegaWatt che equivale a 1000 kiloWatt [Il
MegaWatt viene particolarmente utilizzato per indicare la potenza delle
macchine o delle centrali di produzione di energia elettrica. Per
esempio: una centrale tradizionale a combustibili fossili
ha in genere una potenza tra i 600 e i 1000 o più MegaWatt.
Un aerogeneratore, cioè una turbina eolica, ha
una potenza che in genere oscilla tra 0,6 e 2 MegaWatt, cioè da
600 a 2000 kW] UNITA’
DI MISURA DEL FLUSSO DI ENERGIA ELETTRICA IN UN DATO TEMPO L’energia
elettrica erogata o consumata da una turbina o da un motore elettrico
avente la potenza massima di 1 kiloWatt, durante un’ora di
funzionamento continuo (ininterrotto) alla massima potenza, si misura in
kiloWatt/ora, o più brevemente e più semplicemente, kWh. 1
kWh (kilowatt/ora) = 1.000 Wh 1
MWh (MegaWatt/ora) = 1.000 kWh 1
GWh (GigaWatt/ora) = 1.000 MegaWatt/ora, cioè un milione di kWh 1
TWh (TeraWatt/ora) = 1.000 GigaWatt/ora, cioè un miliardo di kWh [Il
TWh si usa per misurare grandissime quantità di elettricità, quali
quelle corrispondenti alla produzione o al consumo di energia elettrica
di un’intera nazione. Per esempio, il consumo annuale totale di
elettricità in tutta Italia corrisponde a circa 320 TWh] TEP,
TONNELLATA EQUIVALENTE PETROLIO E’
anche questa un’unità di misura universale dell’energia, quindi
utilizzata per misurare ogni tipo di energia. Fa riferimento
all’energia complessiva che si ottiene bruciando una tonnellata di
petrolio. Per
convenzione: 1
TEP = 11.700 kWh 1
TEP = 7,33 barili di petrolio 1
barile di petrolio = 159 litri di petrolio CALORIA Anche
la caloria è un’unità di misura universale dell’energia. Kcaloria
= 1.000 calorie Per
convenzione: 1
TEP = 10 milioni e sessantaduemila Kcalorie 860
kcal (kilocalorie) per ora = 1 kWh (chiloWatt/ora). CONSUMO
TOTALE DI
ELETTRICITA’ IN ITALIA Il
consumo totale di elettricità in Italia corrisponde a circa 320
miliardi di chilowatt/ora (kWh), che corrispondono a 320 TeraWatt/ora (TWh)
all’anno. RIPARTIZIONE DEI CONSUMI ENERGETICI TOTALINon tutta l’energia primaria, disponibile nel suo complesso per il sistema Italia, viene utilizzata come energia elettrica: in realtà, solo un terzo (circa) dell’energia complessiva. Volendo fare una sommaria ripartizione degli usi energetici dell’energia primaria totale consumata in Italia, potremmo suddividere più o meno così: energia
elettrica: ………………………….circa 33 per cento trasporti:
………………………………….circa 33 per cento utilizzo
diretto industriale ed agricolo e
riscaldamento civile: …………………...circa 33 per cento MODI
DI PRODUZIONE
DELL’ELETTRICITA’ IN
ITALIA Il
320 TWh di energia
elettrica consumati ogni anno in Italia vengono prodotti con queste
modalità: -
il 16,5 per cento è prodotto con le centrali idroelettriche; -
l’1 per cento con centrali geotermiche; -
lo 0.5 per cento con impianti eolici (percentuale in crescita); -
lo 0,5 per cento con impianti a biomasse; -
il 15 per cento è importato da Francia, Svizzera, Austria e
Slovenia: dove l’elettricità viene prodotta con diversi sistemi, ivi
compreso il nucleare; -
il 66 per cento restante è prodotto in Italia con combustibili
fossili, responsabili, nel momento in cui vengono bruciati,
dell’immissione in atmosfera di anidride carbonica (CO2) ed altri gas
a effetto serra, che vengono complessivamente indicati e misurati con
l’unità di misura “CO2 equivalente”. QUANTI
GAS SERRA VENGONO IMMESSI IN ATMOSFERA PER PRODURRE ELETTRICITA’
ATTRAVERSO CENTRALI A
COMBUSTIBILI FOSSILI? Per
convenzione si è convenuto che per ogni kWh prodotto in una centrale
termoelettrica a petrolio, vengano immessi in atmosfera
725 grammi di anidride carbonica e altri gas serra (CO2
equivalente). La produzione di 1.000 kWh immette quindi circa 725 chili
di CO2 equivalente, quasi 8 quintali. La produzione di un miliardo di
kwh (un TeraWatt/ora) immette 725.000 tonnellate. Attualmente (estate 2005) in Italia sono in
esercizio impianti eolici industriali per circa 1.500 MW. Le emissioni
di CO2 equivalente che codesti impianti eolici sono in grado di far
risparmiare corrispondono a circa 1.957.000
tonnellate. Come si vede, è una quantità enormemente più bassa
rispetto a quella prodotta in una centrale termoelettrica di pari
potenza. Questo perché la quantità di energia elettrica prodotta
dagli aerogeneratori industriali (alti dai 70 ai 140 metri e pesanti,
ciascuno, fino a 1.000 tonnellate) dipende dall’intermittenza del
vento e in un paese relativamente poco ventoso com’è l’Italia, è
molto più piccola di quella prodotta da una centrale termoelettrica di
pari potenza, che lavora quasi 24 ore su 24 senza interruzione. A
causa della bassa ventosità media esistente in Italia, un
aerogeneratore installato nel nostro paese produce infatti annualmente,
in media, elettricità corrispondente alla potenza nominale installata
(misurata in kiloWatt) moltiplicata per 1.800 (ore l’anno). Una centrale termoelettrica produce invece
alla massima potenza, ogni giorno dall’alba a notte fonda, per almeno
7.000/8.000 ore l’anno. Quindi con 1.500 MegaWatt di
aerogeneratori eolici industriali
(la potenza installata a metà 2005, con oltre 2.000 torri eoliche
installate) si possono produrre 2,7 miliardi di kWh (chilowattora), pari
a circa lo 0,8 per cento del fabbisogno totale italiano di elettricità,
e risparmiare circa 2 milioni di tonnellate di anidride carbonica
equivalente (gas a effetto serra) su un totale di circa 550 milioni di
tonnellate annue (circa lo 0,3 per cento del totale). Con 5.000 MegaWatt di aerogeneratori
eolici industriali (5.000 torri eoliche da 1 MegaWatt ciascuna) si possono produrre 9 miliardi di kWh
(chilowattora), pari a meno del 3 per cento del fabbisogno totale
italiano di elettricità e quindi a meno dell’uno per cento del
fabbisogno energetico totale italiano, e risparmiare circa 6,5 milioni
di tonnellate di anidride carbonica equivalente, su un totale di circa
550 milioni di tonnellate annue (quindi circa l’1,2 per cento del
totale). Con 10.000 MegaWatt di aerogeneratori
eolici industriali (10.000 torri eoliche da 1 MegaWatt ciascuna) si possono produrre 18 miliardi di kWh
(chilowattora), pari a circa il 5,7 per cento del fabbisogno totale
italiano di elettricità e a circa il 2 per cento del fabbisogno
energetico totale italiano, e risparmiare circa 13 milioni di tonnellate
di anidride carbonica equivalente, su un totale di circa 550 milioni di
tonnellate annue (quindi circa il 2,4 per cento del totale). EMISSIONI DI CO2
RISPARMIATE CON
DIVERSE IPOTESI
DI POTENZA EOLICA
NOMINALE INSTALLATA Emissioni di CO2
equivalente che verrebbero risparmiate con determinate quantità di
aerogeneratori eolici. Si tenga presente che le emissioni di CO2 equivalente,
relative all’Italia, hanno raggiunto nel 2004 un livello complessivo vicino ai 550 milioni di tonnellate (il dato esatto non è conosciuto). Il
consumo elettrico italiano complessivo corrisponde a circa 320 miliardi
di chilowattora annui.
Potenza nominale chilowattora prodotti annualmente risparmio
aerogeneratori
(in base alle statistiche del GRTN)
di
CO2
dato
2004
1.092 MegaWatt 1,85 miliardi di kWh 1,34 milioni di t
ipotesi 3.000 MegaWatt 5,25 miliardi di kWh 3,8 milioni
di t
___________________________________________________________________________
ipotesi 10.000 MegaWatt 17,50 miliardi di kWh 12,60 milioni di t 3.000
MegaWatt eolici farebbero risparmiare meno dell’1 per cento
delle
emissioni di gas serra previste per il 2012.. 10.000
MegaWatt eolici farebbero risparmiare tra il 2 e il 2,3 per cento
delle emissioni di gas serra previste per il 2012 questo
dato del 2,3 % di risparmio di emissioni di gas serra per essere
interpretato e valutato deve essere comparato con l’aumento di consumi
di petrolio ed altri combustibili fossili registrato in Italia in un
solo anno. Nel
solo 2004 l’Italia ha bruciato combustili fossili con un incremento
del 2,8% rispetto
all’anno precedente. Come
si vede la devastazione paesaggistica di intere province dell’Italia
interna verrà realizzata per un risultato minimamente incisivo. Il
gioco non vale la candela, come si usa dire, specialmente quando allo
stesso risultato si potrebbe pervenire , sia pure più lentamente, e
pienamente giustificati, con altre energie rinnovabili , a partire dal
solare fotovoltaico. Tecnologia
che non ha controindicazioni e costi sociali , come ha invece
l’eolico.
SCHEDA SU
ENERGIA FOTOVOLTAICA Fotovoltaico
nel mondo: In
tutto il mondo alla fine del 2004 si è raggiunta una potenza installata
complessiva pari a 2.500 MW Il
Giappone ha ampiamente superato i 1000 MW La
Germania ha raggiunto i 724 MW Nel
2004 in Giappone sono stati installati oltre 600
MW Nel
2004 in Germania sono stati installati oltre 300 MW Fotovoltaico
in Europa:
In
Europa, nell’arco di 3 anni, la potenza Fotovoltaica installata
annualmente è più che triplicata
passando dai 113 MW installati nel 2002 ai 411
installati nel 2004 Fotovoltaico
in Italia: Alla
fine del 2004 in Italia si è raggiunta una potenza Fotovoltaica
installata complessiva pari a 35 MW Nel
2004 in Italia sono stati installati 5 MW Costo
dell’investimento e capacità produttiva di elettricità: Costo
di un kW Fotovoltaico :
in Italia 6.500 euro (circa), in Giappone 5.000 euro Ore
di produzione alla potenza nominale (produzione effettiva annua di
chilowattora per ciascun chilowatt installato):
nel Sud d’Italia e nelle Isole: 1.500 - 1.600
a Roma: 1.400
in Germania: 900 - 1.000 Efficienza
energetica degli impianti Fotovoltaici: Gli
impianti Fotovoltaici sono produttivi per almeno 30 anni (anche se la
produttività decresce lentamente con il passare degli anni). La
garanzia legale copre una durata di 20 anni. Attualmente sono sul
mercato pannelli fotovoltaici caratterizzati da efficienza energetica
fino al 18% (un chiloWatt = 8,5 metri quadrati di celle fotovoltaiche). La
composizione dei costi del chilowatt Fotovoltaico:
70%
per i moduli e l’inverter e altri materiali
elettrici 30%
per il progetto e l’installazione Tariffa
agevolata per remunerazione dell’investimento: La
tariffa agevolata prevista dal Governo dura 20 anni e sarà di 45/50
centesimi di euro per chilowattora prodotto. Assimilate
alle rinnovabili: Dal
1991 ad oggi l’80% dei contributi per le energie rinnovabili e
assimilate alle rinnovabili (rifiuti anche petroliferi) è andato alle
assimilate. La cifra complessiva (vedi denuncia di Tabacci) corrisponde
a 4 milioni di euro all’anno. Quindi
alle assimilate sono andati dal 1991 ad oggi e continuano ad andare
circa 3,2 milioni di
euro all’anno. Per le rinnovabili vere restano 0,8
milioni di euro. In
Germania le piccole installazioni sono il 40% del totale
I vantaggi del
Fotovoltaico rispetto ad altre fonti rinnovabili
L’energia Fotovoltaica è una fonte inesauribile di energia pura, disponibile per tutti, prodotta nello stesso luogo di consumo e integrabile nel contesto urbano. Gli innumerevoli aspetti positivi di questa tecnologia la rendono estremamente interessante ed i pregiudizi che la circondano sono privi di fondamento. L’elevato costo iniziale rappresenta l’unico inconveniente del Fotovoltaico, se confrontato con i costi di generazione da centrali
alimentate con combustibili fossili, ma se si tiene conto degli indubbi
benefici ambientali la valutazione economica complessiva non può,
ovviamente, che diventare positiva. Grazie ad una corretta politica di
sostegno della domanda e di stimolo della ricerca è possibile tuttavia
rimuovere anche quest’ultima barriera e sfruttare
a pieno tutti i vantaggi che il Fotovoltaico presenta anche rispetto ad
altre fonti alternative di energia. o
In tutto il mondo
L’Italia è conosciuta come “il Paese del sole”. Non
possiamo dire lo stesso per il vento. o
L’energia solare
fotovoltaica non fa rumore né ha parti in movimento. o
Non ha un impatto visivo
negativo e non deturpa l’ambiente, anzi i moduli FV si prestano molto
bene per l’integrazione architettonica
(si veda, per esempio, Norman Foster: www.fosterandpartners.com) o
Gli edifici che
incorporano elementi Fotovoltaici trasmettono un’immagine positiva,
legata alla cura per l’ambiente e allo sviluppo sostenibile. o
La tecnologia FV non ha
bisogno di aree dedicate, in quanto sfrutta superfici che altrimenti
rimarrebbero inutilizzate (es. tetti, pensiline, facciate di edifici).
Nel caso di installazione su tetti piani può essere quasi invisibile. o
L’energia elettrica
viene generata direttamente nel punto di consumo o molto vicino ad esso,
evitando quindi perdite dovute al trasporto ed ai cambi di tensione.
Pertanto la generazione diffusa di molti piccoli impianti Fotovoltaici riduce
i carichi sulla rete elettrica. o
Ha durata di vita
superiore a 30 anni. o
Ha costi di manutenzione
inferiori a tutte le altre fonti energetiche (rinnovabili e non) in
quanto tecnologia a stato solido e priva di parti in movimento. o
Corrispondenza fra curva
di carico giornaliera e disponibilità della risorsa solare. L’energia
viene prodotta quando più ce ne è bisogno (d’estate durante le ore
più calde della giornata, quando sono in funzione, tra l’altro, gli
impianti di aria condizionata) o
Modularità:
Un sistema Fotovoltaico può alimentare tanto una calcolatrice tascabile
quanto un intero paese. E’ un’energia disponibile per tutti. o
Il cittadino diventa
protagonista in quanto produttore in proprio, e pertanto consuma
energia in maniera più consapevole. Diversi studi hanno dimostrato una
marcata riduzione del consumo totale di energia elettrica nelle case
dotate di sistemi solari Fotovoltaici. o
Il Fotovoltaico si integra
bene con le tematiche legate al risparmio energetico. L’edilizia
sostenibile e la progettazione di utenze a basso consumo prenderanno
rapidamente piede con l’attuazione della normativa sull' efficienza
energetica degli edifici (certificati bianchi). o
Genera sviluppo economico
locale ed occupazione qualificata e diffusa sul territorio. o
Consente l’elettrificazione
di utenze isolate. Su alcune delle isole minori italiane, e nei
rifugi alpini l’elettrificazione solare Fotovoltaica è oggi
pienamente competitiva. In conclusione, si può affermare che la totale modularità degli impianti fotovoltaici – il costo sostanzialmente è sempre lo stesso, sia che si tratti di centinaia di Megawatt sia che si tratti di 50 chiloWatt – che consente agevolmente di installare impianti di piccola taglia, da uno a poche decine di chiloWatt, configura l’energia Fotovoltaica come la tecnologia energetica più “democratica” in assoluto, quella che effettivamente rende possibile la generazione di elettricità ad ogni famiglia (o persona singola), nel modo più semplice e più diffuso nel territorio. Situazione opposta, quindi, rispetto ai giganteschi aerogeneratori industriali alti dagli 80 ai 130 metri e pesanti centinaia di tonnellate, dal mostruoso impatto paesaggistico-ambientale, che stanno invadendo il territorio italiano, deturpando e sfregiando montagne, altopiani e coste, mettendo a rischio la vita di uccelli rapaci e chirotteri (specie protette) e aggredendo gli interessi turistici e agrituristici così diffusi e preziosi in Italia. |