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Oggetto: Impianto eolico nei Comuni di Monterenzio e Castel del Rio, località Casoni di Romagna In relazione allo Studio di impatto ambientale presentato dalla Società AGM Verona per la costruzione dell’impianto in oggetto, questo Gruppo Consiliare, sentito anche il parere di molti abitanti del nostro Comune, presenta le seguenti osservazioni: - sebbene il progetto preveda l’installazione di 19 areogeneratori interamente sul territorio della Provincia di Bologna, l’area interessata è contigua a quella prevista per la realizzazione di altri due impianti eolici, e, pertanto, la valutazione di impatto ambientale non può essere che complessiva e cumulativa, perché per molti aspetti (impatto visivo, rumore, impatto sulla fauna, ecc.) gli effetti sull’intera area saranno cumulativi;- se l’impianto proposto è coerente con gli obiettivi generali fissati dal Piano Energetico Regionale, non tiene conto della volontà politica, espressa nell’incontro tra gli Assessori Regionali di Emilia-Romagna e Toscana, tenutosi a Bologna nel settembre 2005, che ha deciso la costituzione di un "gruppo di lavoro tra le Regioni Emilia-Romagna e Toscana per affrontare le diverse tematiche legate alle fonti energetiche rinnovabili e in particolare allo sviluppo dell'energia eolica, a partire dalla realizzazione di impianti eolici sul crinale appenninico tosco-emiliano", e che quindi presuppone almeno di attendere le conclusioni del suddetto "gruppo di lavoro" prima di autorizzare la realizzazione di qualsiasi impianto sul crinale appenninico. Già al momento della decisione di costituire il "gruppo di lavoro" le due Regioni hanno comunque indicato che devono essere regolati "i processi insediativi in ragione degli obiettivi generali di sviluppo economico e sociale, di ordinato sviluppo del territorio, di tutela dei valori paesaggistici e naturalistici di quelle aree"; e, tali obiettivi generali, implicano, a nostro avviso, l’esclusione dell’installazione di un impianto eolico nella zona di Casoni di Romagna;- l’impatto sulla percezione del paesaggio, significativamente negativo e di lunga durata – secondo lo stesso SIA –, contrasta con la tutela dei valori "paesaggistici e naturalistici" del territorio e con la vocazione a uno sviluppo di tipo turistico del territorio stesso, e sarebbe ulteriormente aggravato dagli interventi per mitigare il significativo, irreversibile e di lunga durata impatto negativo sulla fauna (verniciatura delle pale, uso di bande colorate, ecc.);- la rapida evoluzione delle tecnologie per la produzione di energia eolica e da altre fonti alternative, unitamente alla lunga durata prevista per l’impianto (20 anni) e alla non lontana scadenza dell’erogazione di contributi per i "certificati verdi", può rendere antieconomica l’utilizzazione dell’impianto molto prima della scadenza prevista e, quindi, si presenta come concreta la possibilità di un abbandono o di una dismissione dell’impianto prima dei 20 anni considerati, con ulteriori danni ambientali, oltre a quelli derivanti dal mancato sviluppo economico della zona.Firenzuola, 22 Dicembre 2005 |