Parco eolico di Piancaldoli: Osservazioni valutazione impatto ambientale

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VERBALE DELL’ASSEMBLEA PUBBLICA TENUTASI IL 15 OTTOBRE 2004 A SAN BENEDETTO DEL QUERCETO SUI PARCHI EOLICI.

 

Il Sindaco del Comune di Monterenzio Giuseppe Venturi riferisce di aver convocato la presente Assemblea al fine di informare la popolazione sul coinvolgimento di alcune amministrazioni locali nella realizzazione di impianti per la produzione di energia eolica. Precisa che tale informativa viene fatta con ritardo rispetto alla data in cui il suo Comune ha assunto degli impegni attraverso la sottoscrizione di apposite convenzioni e introduce la riunione informando l’Assemblea dell’esistenza di tre diversi progetti che interessano i territori comunali di Firenzuola, Monterenzio e Castel del Rio e precisamente: Gamesa Spa per una potenza di 16,15 MW e n. 19 aerogeneratori da 0,850 MW e Rewind 13,5 MW e n. 9 aerogeneratori da 1,5 MW (Firenzuola e Monterenzio per la parte elettrica del progetto Gamesa) e MF Power Srl per una potenza di 30 MW e n. 15 aerogeneratori da 1,5 MW in comune di Monterenzio e n. 5 aerogeneratori da 1,5 MW in comune di Castel del Rio.

Il Sindaco Venturi dà poi la parola all’ing. Falgiani (in rappresentanza di Gamesa) il quale illustra brevemente il progetto, informando che per l’utilizzo dell’energia prodotta è necessario collegarsi alla linea ad alta tensione dell’ENEL, che peraltro ha negato l’allacciamento alla centrale elettrica esistente a San Benedetto del Querceto. E’ stato pertanto individuato il punto di allacciamento in località Poggiolo dove verrebbe costruita una sottostazione per la trasformazione da 30 kV a 132 kV.

In seguito alle osservazioni fatte dall’Amministrazione di Monterenzio in ordine alla non opportunità di costruire una ulteriore centrale a San Benedetto, l’ing. Falgiani ha riferito che verranno ripresi i contatti con Enel per allacciarsi alla centrale esistente.

Il Sindaco Venturi conferma l’opposizione del Comune alla realizzazione della predetta sottostazione elettrica a San Benedetto del Querceto.

Informa poi di aver tentato di contattare anche la Società MF Power allo scopo di farla partecipare alla riunione ma di non essere riuscito a rintracciarla e precisa che in precedenti occasioni era risultato che il progetto potesse con grande probabilità essere abbandonato.

Il Sindaco Venturi cita alcune personalità presenti fra il pubblico fra cui alcuni amministratori dei Comuni confinanti e dà la parola al Sindaco di Monghidoro, Marino Lorenzini.

Il Sindaco Lorenzini riferisce che per quanto riguarda il suo Comune l’informativa sul coinvolgimento nei progetti riguardanti l’eolico era stata tempestivamente fornita attraverso articoli apparsi nei "semestrali". Monghidoro ha sottoscritto una convenzione con Gamesa circa due anni fa. In precedenza aveva partecipato all’impianto di Montegalletto realizzato dalla Riva Calzoni con una quota del 7%. Ritiene che l’impianto eolico in sé non sia così impattante con l’ambiente tanto che è diventato meta di visite turistiche. Il suo Comune è poi uscito dalla partecipazione perché l’impianto aveva uno scarso rendimento. Ricorda la necessità, prevista dalla Legge "Bersani" del 1999, di raggiungere la produzione di energia alternativa (eolica, solare, biomassa, ecc.) nella misura del 2% del fabbisogno nazionale. Sostiene che probabilmente è stato un errore abbandonare il nucleare. Il parco eolico nel territorio di Monghidoro era programmato nella zona della Martina. Non verrà fatto causa la concomitanza con il Parco provinciale e il Sic. La convenzione è scaduta perché sono venute meno le condizioni che erano state poste. Su Monghidoro non ci saranno pertanto pale.

Il Sindaco Venturi dà quindi la parola a Paolo Bernasconi in rappresentanza del vecchio Comitato per la difesta della Valle dell’Idice nonché di alcuni abitanti della Via Selva Grande e di San Benedetto del Querceto e anche quale aderente al Comitato Tutela ambientale dell’Alta Valle del Sillaro.

Bernasconi fa presente che rispetto a quanto riferisce essere avvenuto a Monghidoro il sindaco Lorenzini, a Monterenzio non è stata fornita adeguata informativa sugli impegni assunti dal Comune attraverso la sottoscrizione delle convenzioni e sui successivi sviluppi. Al riguardo auspica che l’ipotizzata rinuncia dal progetto da parte della Società MF Power, che pure era arrivata alla fase di scoping presso la Provincia di Bologna nel maggio del 2003, venga accertata e ufficializzata, così come andrebbe verificato lo stato di avanzamento dell’altro progetto della Società Rewind che interessa il Comune di Firenzuola.

Eolico è energia pulita, non si può che essere favorevoli.

Quella in argomento può essere considerata opera di pubblica utilità ma:

- di grande utilità per la Società che realizza e sfrutta l’impianto

- di poca utilità per i Comuni e i proprietari che concedono il diritto di superficie per gli impianti

- di nessuna utilità (e anzi solo fonte di numerosi danni) per i cittadini di San Benedetto e di Piancaldoli per gli effetti negativi dei diversi impatti ambientali e paesaggistici (a causa delle dimensioni delle pale e per gli sbancamenti e le dimensioni delle strade necessarie alla messa in opera degli aerogeneratori), relativi all’avifauna, alla flora, al rumore, all’economia collettiva (diminuzione di turismo, problemi per l’attività agricola e zootecnica) e privata (svalutazione del patrimonio immobiliare, che diminuirebbe di valore anche nel caso di un’opera impattante realizzata sul territorio di Comuni limitrofi ma ampiamente visibile dall’abitato lungo la Via Idice e dai confini del Comune, senza oltretutto trarne beneficio alcuno).

Chiede che il Comune non consenta la costruzione di una nuova centrale elettrica a San Benedetto né ulteriori opere elettriche in una zona già pesantemente penalizzata dall’elettrosmog.

Chiede che non vengano realizzati altri impianti (pale eoliche, ecc.) che, affacciandosi sul territorio comunale, impattino con l’ambiente per le loro dimensioni (come ad esempio i tralicci elettrici del tratto che va dalla Centrale Enel di San Benedetto a Quinzano).

Chiede anche di non avventurarsi in un’opera come quella dei laghetti realizzati a fine anni settanta sul crinale e poi abbandonati dopo aver causato una serie di movimenti franosi tuttora in atto. Il timore è che, come anche espresso nella convenzione, la Società possa abbandonare gli impianti in quanto non più economicamente redditizi.

Chiede, fra l’altro, se effettivamente l’energia prodotta sarà ceduta all’Enel e in base a quale accordo.

Replica l’ing. Tortora di Gamesa riferendo che per quanto riguarda la sottostazione del Poggiolo la Società si impegnerà a realizzare la connessione alla rete nella centrale Enel esistente e l’eventuale dismissione dell’impianto riguarderebbe solo il recupero degli aerogeneratori (che comporterebbe due giorni lavorativi per ogni torre e macchina elettrica). Precisa che la cessione di energia è regolamentata dal decreto Bersani del 1999 riguardante la liberalizzazione del mercato elettrico e dal 387/2003, in base al quale Enel è obbligato a ritirare l’energia ad un prezzo ben definito. Gli impianti eolici sono stati dichiarati di pubblica utilità con la legge n.10/93 che prevede la possibilità di effettuare espropri. Saranno realizzate strade di una larghezza massima di quattro metri, sistemando l’esistente.

A fronte di alcune domande scaturite dalla discussione, l’ing. Falgiani ha precisato che verrà utilizzata per il trasporto in loco dei materiali la viabilità della Valle dell’Idice. La Regione Toscana, per la dismissione, ha chiesto che venga prodotta una fideiussione che dovrà essere richiesta alla Società dal Comune. Relativamente al problema "espropri", al momento sono in corso solo avvisi per quanto riguarda la Regione Emilia Romagna.

Il Sindaco Venturi invita a parlare l’Assessore del Comune di Firenzuola Parisi, il quale, relativamente a una richiesta emersa da precedenti interventi di conoscere dove verrebbero realizzate le sottostazioni elettriche per la trasformazione dell’energia in ordine ai progetti MF Power e Rewind precisa che, per quanto gli risulta, Rewind aveva ipotizzato per il suo progetto di avvalersi di un impianto "quasi esistente" a Giugnola. Informa poi che da tre anni nel suo Comune è stata fatta la scelta dell’eolico ed è stata sottoscritta una convenzione con Gamesa. Precisa che il progetto così come è stato presentato è inaccettabile e che pertanto Gamesa è stata invitata, attraverso le previste osservazioni, a rivederlo accettando le relative prescrizioni. Circa il nucleare invocato da Lorenzini, esprime grande contrarietà in particolare per il problema rappresentato dallo smaltimento delle scorie radioattive. Dichiara poi di avere partecipato a una visita organizzata da Gamesa ad impianti eolici da essa installati in Spagna e di averne ricevuto, tutto sommato, una buona impressione anche se la visita è avvenuta in assenza di vento e non è stato pertanto possibile verificare il rumore prodotto. Riferisce poi di non aver valutato con attenzione la sottostazione elettrica in quanto tale opera nel progetto di Gamesa non è prevista in Comune di Firenzuola.

Non dello stesso avviso si è dichiarato il Presidente del Comitato Tutela della Valle del Sillaro, Goffredo Raffini che ha fatto presente come tali impianti pure da lui visitati siano distanti numerosi chilometri dai centri abitati e in territori in cui non vi è presenza animale. Per quanto riguarda la sottostazione riferisce che è risultata opera impattante e rumorosa.

Ha preso poi la parola il Sindaco di Castel del Rio, Cavini, il quale, nel fare presente come impianti della specie siano oggetto di visite turistiche da parte di scolaresche, ha informato che la sua amministrazione ha firmato il 27.2.2003 una convenzione con MF Power per l’installazione di n. 5 pale nel territorio di quel Comune, fortunatamente distanti da abitazioni (cosa che è stata contraddetta dal signor Romanelli, presente fra il pubblico).

Il Sindaco Cavini relativamente al problema della clausola di "riservatezza" contenuta nel testo delle varie convenzioni sottoscritte dai Comuni (problema sollevato anche dal Sindaco Venturi nel suo intervento), ha tenuto a precisare che non riguardava la segretezza del progetto nei confronti della popolazione ma una normale cautela a tutela di eventuali manovre da parte di società concorrenti. Ha concluso facendo presente che nel suo Comune ha favorito mini-interventi di agricoltori produttori in proprio di energia e che sono stati i privati a indirizzare la Società al Comune (Società che egli peraltro si guarda bene attualmente di sollecitare per chiedere a che punto della fase realizzativa del progetto si trovi).

Prende poi la parola Raffaele Mazzanti, della Sezione provinciale di Bologna di "Italia Nostra" Associazione nazionale che ha per finalità la tutela del territorio, il quale, portato il saluto del Presidente Regionale prof. Pupillo, rileva come nella materia in argomento manchi purtroppo l’intervento preventivo e pianificatorio di Provincie e Regioni e come, secondo lui, gli studi da sottoporre alla procedura di V.I.A. li dovrebbero fare delle Società incaricate dagli Enti pubblici deputati a rilasciare le autorizzazioni e non le Società interessate alla realizzazione dei progetti presentati.

L’architetto Di Stefano, Responsabile della Procedura di V.I.A. per la Regione Emilia Romagna, su invito del Sindaco Venturi, ha delineato il quadro normativo della materia rilevando come per decisione della Comunità europea il mercato per la produzione dell’energia elettrica sia stato liberalizzato con risultati positivi ma anche risvolti negativi, in particolare per l’assenza di normative locali che possano regolamentare alcuni aspetti importanti quali ad esempio l’individuazione delle zone dove sia possibile/opportuno realizzare gli impianti eolici. Per quanto riguarda la procedura di V.I.A. precisa che nella fattispecie il risultato finale deve portare a un giudizio di intesa fra le due Regioni interessate (il parere negativo anche di uno solo dei due Enti porterebbe al blocco del progetto). Per quanto riguarda la procedura di "esproprio" prevista dalla legge n.10/93, precisa che in Emilia Romagna, contrariamente a quanto avviene per la Toscana, è previsto l’invio da parte della Provincia di Bologna di una comunicazione di avvio di un procedimento amministrativo per l’ottenimento della servitù di elettrodotto/esproprio in concomitanza con l’attivazione della procedura di VIA richiesta dalla Società che intende realizzare l’impianto.

 

Su invito del Sindaco Venturi è poi intervenuto Alessandro Mazzoli, Segretario della Coldiretti di Bologna – Zona di Loiano, il quale ha espresso un giudizio non positivo sul progetto nel suo complesso in quanto il territorio non si presta ad iniziative della specie. Sottolinea poi negativamente il fatto che nel progetto non sia stato minimamente preso in esame il mondo agricolo e chiede se secondo Gamesa il territorio interessato non sia agricolo. Depreca poi che in generale non si siano fatte consultazioni, oltre che con la popolazione, con le rappresentanze delle varie categorie interessate. Punta infine il dito sulla evidente svalutazione del territorio e sull’inevitabile decremento del valore patrimoniale degli immobili.

Ultimo intervento richiesto dal sindaco Venturi è stato quello del Vice Presidente Regionale del CNA, Mannini, il quale ha considerato come sia meglio risparmiare l’energia che cercare di andarla a produrre in maniera impattante per il territorio e ringrazia i Comitati che con le loro iniziative permettono di informare i cittadini. Si dichiara infine favorevole all’eolico anche sul nostro territorio quando questo comporti un evidente tornaconto per i cittadini delle zone interessate.

Terminata la sequenza degli interventi programmati, il Sindaco Venturi invita a dare inizio al dibattito.

Roberto Ferri del Comitato Tutela Valle del Sillaro dà lettura delle osservazioni da lui inviate agli Enti incaricati della procedura di VIA nonché della lettera con cui il Difensore Civico interpellato dal Comitato, ha dichiarato che la convenzione stipulata fra Gamesa e il Comune di Firenzuola non è legittima.

A Ferri replica brevemente l’Assessore Parisi dichiarando di non essere d’accordo con quanto sopra riferito.

Interviene la signora Tedeschi, candidata alla carica di Sindaco del Comune di Monterenzio nelle elezioni amministrative del giugno scorso, per osservare che una buona amministrazione prima di fare una convenzione e deliberarne l’approvazione deve parlarne e confrontarsi con i cittadini. Lamenta quindi che nonostante le precisazioni sul significato della clausola di riservatezza, il risultato sia stato comunque quello di una assoluta mancata informazione sul progetto in essere e chiede che vengano forniti i dati della spesa che verrà sostenuta per costruire l’impianto, della produzione stimata e di quanto Gamesa pensa di realizzare dall’investimento.

Risponde l’ing. Tortora che l’impianto comporterebbe un investimento di 19 milioni di euro e verrebbe realizzato da Gamesa con capitale proprio (privato) in collaborazione con un pool di banche (financial project). La produzione stimata dovrebbe aggirarsi sui 40.000 GW/h e a Gamesa dovrebbero andare fino a 2 milioni di euro annui per l’energia venduta a Enel.

Ivan Fabbri, candidato nella liste delle recenti elezioni provinciali, ribadisce che si arriva a parlare del problema con ritardo ingiustificato e inammissibile.

Bernasconi si chiede se la Regione Emilia Romagna, non potendo individuare i siti nei quali sia opportuno realizzare impianti eolici, possa almeno dire dove non possono essere realizzati.

L’Arch. Di Stefano considera che verranno al riguardo tenuti presenti i vari Piani paesaggistici territoriali e le zone da tutelare.

Il Direttore della Banca di Credito Cooperativo di Monterenzio, Giorgio Naldi, si dichiara contrario al progetto ed esprime la sua delusione per la mancanza di informazioni da parte delle Amministrazioni e per il ritardo con cui viene oggi cercato di rimediare a tale errore.

Relativamente al progetto illustrato precisa di aver riscontrato la mancanza assoluta di valutazione sotto l’aspetto della salute pubblica. Gli sembra anche che non sia stato considerato o che comunque sia stato ampiamente sottovalutato l’effettivo impatto ambientale e che siano pure state tralasciate opportune valutazioni economiche private e pubbliche.

Osserva poi che l’eventuale realizzazione del progetto, danneggerebbe, oltre al privato, il bene pubblico ambientale e verrebbe messa sempre più in pericolo la salute pubblica. Tutto ciò per ricevere, a livello comunale, un’elemosina (che forse non andrebbe neanche a favore della zona interessata, come si è finora verificato, relativamente a San Benedetto, per il "saccheggio" ambientale del TAV).

Il dott. Stefanino Mattu, esprime contrarietà per l’avviso ricevuto circa la servitù di cavidotto che riguarda la sua proprietà. Inoltre lamenta l’utilizzo da parte della Società Gamesa per il progetto del cavidotto di planimetrie catastali non aggiornate che non tengono conto del fatto che molte strade evidenziate nelle planimetrie medesime non esistono più.

Dello stesso tenore negativo, le parole espresse da un altro proprietario, il dott. Maurizzi,

interessato per la servitù di cavidotto.

Infine Remo Naldi, proprietario di un fondo confinante con il progettato impianto, considera che le opere viarie da realizzarsi per il trasporto dei materiali necessari per la costruzione del Parco (che andranno ben oltre i quattro metri di cui si è parlato prima), interessano in larga parte una zona appartenente al Comune di Monterenzio che, per caratteristiche naturali e per lavori eseguiti (i laghetti di cui si è detto), risulta molto franosa e inadatta anche all’installazione degli aerogeneratori. Inoltre, la zona è compresa nel Sito di interesse comunitario (Sic) della Martina – Monte Gurlano e per molti tratti si verrebbe ad interferire con il tracciato dell’antica Flaminia Minor e con altri siti di interesse storico culturale (Tre Poggioli, Monumento dell’aviere, Ospedaletto, ecc.).

 

Essendo terminato il dibattito, il Sindaco Venturi invita a trarre qualche conclusione.

Raffini e Bernasconi invitano i Sindaci a tenere conto di quanto emerso in sede di interventi e di dibattito: tutti favorevoli all’eolico ma nessuno favorevole alla realizzazione di un impianto che comporta la compromissione di un territorio ad alta valenza ambientale, agricola e turistica per il puro profitto privatistico di una sola parte interessata. Gli insediamenti eolici debbono e possono essere creati infatti con modalità compatibili con l’ambiente, nel rispetto delle popolazioni residenti e "fatti salvi i diritti dei terzi", che non subordinino l’identità ambientale e la presenza umana attuale e futura al modestissimo risultato di una produzione di una quantità minima di energia alternativa.

 

 

 

 

 

(Il presente verbale è stato redatto a cura di Paolo Bernasconi e Giovanni Minarini del Comitato Tutela Alta Valle del Sillaro – Sezione di San Benedetto del Querceto).