Al Sindaco del Comune di MONTERENZIO e p.c.: REGIONE EMILIA-ROMAGNA PROVINCIA DI BOLOGNA REGIONE TOSCANA
OGGETTO: Parco Eolico di Monte Canda.
Dall’Assemblea pubblica organizzata dal Comune di Monterenzio a San Benedetto del Querceto il 15 ottobre scorso, di cui si allega il verbale con riepilogati gli interventi dei partecipanti, è emerso l’unanime parere favorevole, in linea di principio, allo sfruttamento dell’energia eolica, mentre, al contrario, sono emerse serie incertezze in merito al progetto in oggetto presentato dalla Società Gamesa S.p.A., specie in ordine all’aspetto ambientale e all’ubicazione della centrale di trasformazione per la consegna all’ENEL dell’energia prodotta dall’impianto eolico.
In relazione al contenuto del richiamato verbale, il sottoscritto Comitato invita codesta Amministrazione Comunale, nella persona del sig. Sindaco, a farsi carico delle istanze promosse da tutti i partecipanti all’assemblea e in particolare di quelle evidenziate dalla popolazione di San Benedetto.
Chiede quindi di mettere in atto ogni iniziativa, utilizzando tutti gli strumenti necessari, affinché gli Enti preposti e interessati alle procedure autorizzative escludano San Benedetto del Querceto (Monterenzio) da qualsiasi ulteriore costruzione di opere elettriche, oltre a dar corso a una costante o periodica attività di monitoraggio per l’accertamento dell’inquinamento elettromagnetico esistente.
Il Comitato chiede altresì che il Comune, recepita la volontà popolare espressa nella riunione pubblica del 15 ottobre e alla luce del progetto presentato, accerti eventuali carenze dello stesso nonché la necessità di una sua modifica tenuto soprattutto conto dell’indeterminazione relativa alla sottocentrale. Chiediamo inoltre che verifichi l’attualità / validità della convenzione a suo tempo stipulata con la Società Gamesa S.p.A. ed, eventualmente, la possibilità di rescindere – annullare la medesima convenzione in relazione a quanto sopra evidenziato ed ai sicuri danni arrecabili al territorio, all’economia locale, ai singoli cittadini, assolutamente non garantiti nel predetto accordo.
In particolare si chiede di voler verificare se il progetto in esame, tenuto conto anche del precario equilibrio geomorfologico dell’area interessata, non contrasti apertamente con le strategie di sviluppo delineate dalla Regione Emilia Romagna con il "Progetto dell’Appennino" (recentemente sfociato nell’approvazione della "legge sulla montagna") che, nell’indicare come "la qualità più rilevante che i territori appenninici possono offrire al sistema regionale sia l’insieme delle risorse ambientali, paesistiche, culturali che in forma irripetibile li caratterizzano" precisa come occorra "sviluppare una cultura delle imprese e della pubblica amministrazione che da quella azione generale di tutela e di messa in sicurezza del territorio sia capace di derivare una politica di valorizzazione del territorio nella quale la particolarità dei luoghi, i prodotti tipici, la fruizione del paesaggio e dei beni culturali e ambientali possano costituire per le attività agricole, turistiche, artigianali, commerciali il motore principale per altrettante occasioni di impresa".
Nel quadro di questa nuova politica territoriale della Regione Emilia-Romagna, viene precisato che "appare necessaria una forte concertazione con le Regioni contermini, in particolare con la Regione Toscana, data l’estensione dei confini" e non ultimo – aggiungiamo noi – occorre un effettivo coinvolgimento degli abitanti delle aree interessate, che in definitiva sarebbero i primi a pagare un altissimo prezzo sociale per errate localizzazioni di interventi produttivi.
A proposito della "legge sulla montagna" approvata dal Consiglio Regionale, l’assessore alla programmazione territoriale ha commentato: "E’ giusto che siano le realtà locali a decidere quali interventi realizzare nel loro territorio. Un ulteriore, concreto esempio di cosa questa Regione intende per federalismo. Oggi più che mai le nostre aree appenniniche vanno considerate una risorsa per lo sviluppo regionale. Con questa legge la Regione cerca di mettere in campo strumenti e risorse tendenti a promuoverne uno sviluppo armonico, rispettoso dell’ambiente e delle specifiche vocazioni."
Sembra, quindi, innegabile che quanto sopra riferito in ordine alla iniziativa della Regione Emilia Romagna contrasti in modo assoluto con la realizzazione del progetto del Parco Eolico di Monte Canda presentato da Gamesa S.p.A. e che lo stesso vada pertanto rigettato.
Non vi è dubbio che è unanime il consenso nella ricerca e sviluppo di fonti energetiche alternative "pulite" quale quella eolica, ma tale "nobile" consenso non deve assolutamente porsi in contrasto o peggio, pregiudicare un territorio ad alta valenza ambientale, agricola e turistica.
Gli insediamenti eolici debbono e possono essere realizzati con modalità compatibili con l’ambiente - nel rispetto delle popolazioni residenti e "fatti salvi i diritti dei terzi"- ma necessitano, evidentemente di studi preliminari e sufficientemente approfonditi per individuare aree idonee escludendo quelle a spiccata valenza ambientale come quella individuata per il parco eolico di Monte Canda.
San Benedetto del Querceto, 8 novembre 2004
p. COMITATO TUTELA ALTA VALLE DEL SILLARO – SEZIONE DI SAN BENEDETTO DEL QUERCETO Fernanda Gamberini
In rappresentanza dei cittadini di San Benedetto del Querceto
Nota Bene: In sede assembleare è stata ipotizzata – come da verbale – la rinuncia al proprio progetto (riguardante il territorio di Monterenzio e di Castel del Rio) da parte della Società MF Power S.r.l. Si chiede di accertare e ufficializzare tale rinuncia con conseguente revoca della convenzione sottoscritta. Allegato: verbale di assemblea del 15.10.2004
Mittente: GAMBERINI FERNANDA Via Sterlino 2 40060 SAN BENEDETTO DEL QUERCETO MONTERENZIO (BO)
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