Parco eolico di Piancaldoli: Osservazioni valutazione impatto ambientale

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AsOER (Associazione Ornitologi dell'Emilia Romagna) .

 

A: Servizio Valutazione di impatto e Promozione sostenibilità ambientale della Regione Emilia Romagna Via dei Mille n. 21, 40121 Bologna

Area extradipartimentale "Valutazione Impatto Ambientale", Regione Toscana, Via Bardazzi 19/21, 50127 Firenze

Provincia di Bologna - Servizio Valutazione impatto e Sostenibilita' ambientale, Strada Maggiore n. 80, 40100 Bologna

Servizio Valutazione di impatto ambientale, Provincia di Firenze, Via Ginori 10, 50129 Firenze

Comune di Firenzuola - Piazza Don Stefano Casini 1, 50033 Firenzuola

Comune di Monterenzio - Piazza Guerrino de Giovanni n. 1, 40050 Monterenzio

Comune di Monghidoro - Via Matteotti n. 1, 40063 Monghidoro

Comune di Castel del Rio - Via Montanara n. 1, 40022 Castel del Rio

Comunita' Montana 5 Valli Bolognesi - Viale Risorgimento n. 1, 40065 Pianoro (BO)

Comunita' Montana Valle del Santerno - Via Mengoni n. 2, 40025 Fontanelice (BO)

 

19.08.2004

 

 

Oggetto: Osservazioni al progetto interregionale del "Parco eolico Monte Canda", localizzato in località Sasso della Mantesca nei comuni di Monterenzio (Bologna) e Firenzuola (Firenze), presentato da Gamesa Energia Italia SpA, e al relativo Studio di Impatto Ambientale.

 

In qualità di Associazione senza fini di lucro che ha come scopo lo svolgimento di iniziative utili alla conservazione degli uccelli e alla ricerca ornitologica, in particolare in Emilia-Romagna, e che dalla sua costituzione svolge censimenti e ricerche sull’avifauna regionale in collaborazione e per conto di Amministrazioni Provinciali e Consorzi di gestione delle aree protette, esprimiamo il nostro dissenso relativamente al progetto che prevede la realizzazione di 19 generatori eolici, alti 55 metri e con diametro del rotore di 58 metri (per un’altezza complessiva di circa 80 metri), disposti in prossimità del confine regionale (per la precisione localizzati in Toscana), in un’area di 2,8 per 2,2 km presso lo spartiacque degli alti corsi dei torrenti Idice e Sillaro. Riteniamo infatti che la realizzazione del suddetto progetto causerebbe gravi danni alla fauna, in particolare all’avifauna, e sia incompatibile con gli obiettivi di mantenimento in buono stato di conservazione di habitat e specie di interesse comunitario definiti con l’individuazione dei pSIC IT5140001 "Passo della Raticosa, Sassi di S. Zanobi e delle Mantesca " e IT4050015 "La Martina, Monte Gurlano". In particolare, a sostegno di tale posizione, riportiamo quanto segue:

1) il pSIC IT5140001 "Passo della Raticosa, Sassi di S. Zanobi e della Mantesca ", all’interno del quale ricadono 8 generatori, è incluso nell’elenco delle aree non opportune per la realizzazione di impianti eolici, in base ai contenuti delle Linee Guida Regionali (Regione Toscana, Giunta Regionale 2004), poiché si tratta di:

-        un valico appenninico interessato dal passaggio di notevoli contingenti di avifauna migratoria,

-        un’area avente valore avifaunistico molto alto, in particolare per le specie legate agli agroecosistemi montani,

-        un territorio riproduttivo e di alimentazione di rapaci di alto valore naturalistico.

2) nell’area sono regolarmente presenti in periodo riproduttivo 14 specie ornitiche di particolare interesse, perché rare, protette o in pericolo (di cui 8 di interesse comunitario), che frequentano prati pascoli o arbusteti[1] e che risentirebbero negativamente della realizzazione dell’impianto a causa sia della diminuzione degli habitat idonei sia, soprattutto, della morte per collisione con le pale dei generatori; nel suddetto elenco, riportato peraltro dal SIA, non è stato considerato il Lanario, presente con una coppia nidificante in una vicina parete rocciosa (a circa 1000 metri dall’impianto) nel territorio provinciale di Bologna; tale specie è tra le più minacciate in Italia e in Europa, è stata oggetto di un apposito Piano di Azione da parte dell’Unione Europea ed è considerata ai sensi della Direttiva 79/409/CEE specie prioritaria per un cofinanziamento con il Regolamento LIFE;

3) tra le specie ornitiche di interesse comunitario e/o considerate particolarmente protette ai sensi dell’art. 2 della L. 157/92 presenti al di fuori del periodo riproduttivo nell’area circostante quella individuata per la realizzazione del parco eolico, quelle particolarmente sensibili e soggette ad impatto rilevante ed irreversibile[2] da parte dei generatori a causa, non tanto della sottrazione di habitat, ma piuttosto dell’elevato rischio di collisione con le pale, sono Aquila reale, Biancone, Pellegrino, Lanario, Falco pecchiaiolo, Falco di palude, Albanella minore, Albanella reale, Gheppio, Poiana, Lodolaio, Falco cuculo;

4) la zona è altresì interessata da un consistente flusso migratorio di uccelli, soprattutto in periodo autunnale, così come testimoniato indirettamente dal consistente numero di appostamenti a scopo venatorio e da almeno un impianto fisso di cattura situati da entrambe le parti del confine regionale; considerando che ogni rotore copre verticalmente un’area di 2.640 mq e che conplessivamente l’area coperta verticalmente dai rotori dei 19 generatori è di 50.174 mq (oltre 5 ettari !) in una zona di 2,8 per 2,2 km, è evidente che gli uccelli che volano sotto i cento metri di quota hanno elevate probabilità di collisione con le pale; la collisione avviene in genere con la parte distale delle pale le quali non possono essere rilevate dagli uccelli in transito a causa dell’elevata velocità di rotazione;

5) gli interventi di mitigazione e compensazione previsti dal progetto del Parco eolico Monte Canda non riguardano l’avifauna nonostante essa costituisca, per stessa ammissione del SIA, la componente più interessata da impatti negativi, alcuni dei quali irreversibili e non mitigabili su numerose specie di rilevante interesse conservazionistico;

6) la proposta da parte della società costruttrice dei generatori eolici di effettuare un monitoraggio avifaunistico in fase di costruzione e di esercizio, i risultati del quale dovrebbero condizionare la sospensione delle operazioni di costruzione o di esercizio fino all’adozione di adeguate soluzioni da parte delle due regioni competenti, appare ironica in quanto non è garantita da un soggetto imparziale e soprattutto non tiene in alcun conto il principio di precauzionalità; si ricorda infatti che le salvaguardie di cui all’art. 6, paragrafi 3 e 4, della Direttiva 92/43/CEE sono attivate non da una certezza ma da una probabilità di incidenze significative (si veda al riguardo la Guida all’interpretazione dell’articolo 6 della Direttiva "Habitat" 92/43/CEE); in linea con il principio di precauzione non si può quindi accettare che il suddetto Studio di Impatto Ambientale sia stato effettuato sostenendo che le incidenze significative non sono certe.

 

Tutto ciò considerato, la scrivente Associazione chiede fermamente che sia impedita la realizzazione del progetto del Parco eolico Monte Canda, localizzato in località Sasso della Mantesca nei comuni di Monterenzio (Bologna) e Firenzuola (Firenze).

 

 

 


[1] si veda al riguardo anche quanto riportato a pag. 46 del SIA

[2] in considerazione della loro rarità e dell’elevata concentrazione di individui nell’area in oggetto