Parco eolico di Piancaldoli: Osservazioni valutazione impatto ambientale

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URGENTE

 

 

 

Al Sig. Presidente della Giunta Regionale della Regione EMILIA ROMAGNA –

c/o Servizio Valutazione Impatto e Promozione Sostenibilita' Ambientale

Via dei Mille n. 2 - 40121 Bologna,

 

Al Sig. Presidente della Giunta Regionale della Regione TOSCANA –

c/o Servizio Valutazione Impatto e Promozione Sostenibilita' Ambientale

Via Bardazzi, 19/21

50127 – Firenze

 

Oggetto: Osservazioni progetto interregionale del "Parco eolico Monte Canda" in: localita' Sasso della Mantesca nei comuni di Monterenzio (Bologna) e Firenzuola (Firenze) presentato da: Gamesa Energia Italia SpA, con sede legale in Roma, Via Pio Emanuelli n. 1.

 

Il sottoscritto Claudio Nunziata, residente in Bologna via Santa Chiara 6 (cap 40137), essendo parte interessata in quanto dimorante periodicamente in località La Valle di Piancaldoli (Firenzuola) ove possiede una casa che ne costituisce residenza secondaria, in proprio e nell’interesse del Comitato per la tutela ambientale dell’Alta Valle del Sillaro, in relazione al progetto sottoposto a V.I.A., rileva:

- Risulta che le procedure dirette ad ottenere una valutazione positiva di impatto ambientale sono tre, alcune delle quali ancora in fase istruttoria. La circostanza che esse, ancorché dirette ad essere integrate per la formazione di un unico parco eolico, siano state presentate separatamente induce a ritenere che in tal modo si sia voluto aggirare l’esigenza di valutazione di più penetranti requisiti in relazione al maggiore impatto che sarebbe stato reso evidente dalla rappresentazione di un parco unico formato da oltre 50 rotori. L’esigenza di omogeneizzazione delle caratteristiche esteriori di queste costruzioni e la diversità degli effetti (visivi, acustici, ambientali, etc.) sul territorio determinati dalla somma dei tre distinti interventi ne impone necessariamente una valutazione complessiva;

- La richiesta della società GAMESA intesa alla concessione della V.I.A. elude gli effetti complessivi sopraevidenziati facendo riferimento ad un impianto di soli 19 generatori. Peraltro occorre verificare se la diversa dimensione complessiva degli interventi non tenda ad eludere addirittura procedure diverse comportanti valutazioni di portata nazionale od europea. L’incompletezza per tali motivi delle relazioni tecniche allegate rende la richiesta inaccoglibile;

- Nella valutazione del complessivo impatto occorre tener presente che è prevista la costruzione di torri dell’altezza di 50 metri l’una (80 con le pale, equivalente ad un palazzo di 20 piani), mentre le torri eoliche normalmente costruite in altri siti sono generalmente dell’altezza di 30 metri L’impatto è ulteriormente accentuato dalla intensità della allocazione, essendo prevista una distanza di circa 70 metri l’una dall’altra, in modo tale, da coprire il crinale in modo continuo per circa 3,5 km

- Le pali insistono su delle piattaforme di cemento armato ciascuna di 25/30 metri, il che comporta la cementificazione del crinale per la stessa lunghezza. Tale cementificazione sarà necessariamente accentuata dal carattere calancoso di tutto il versante del Sillaro sul quale le torri sono destinate ad essere posizionate;

- La stessa ditta Gamesa nella richiesta di V.I.A presentata alla Regione E.R. in relazione a 19 pale eoliche dichiara che buona parte degli impianti insistono sul pSIC (SIR 35 per la Toscana) "Passo della Raticosa, Sassi di San Zenobi e della Mantesca" (IT514001), che è un sito incluso nell’elenco delle aree dichiarate non opportune per la realizzazione di impianti eolici, in base ai contenuti delle Linee Guida regionali (Regione Toscana, Giunta Regionale, 2004). Ogni iniziativa diretta alla creazione del parco eolico su questo territorio entra in contrasto, quindi, con valutazioni già assunte dalla Regione Toscana e sarebbe gravemente viziata da eccesso di potere se non adeguatamente motivata;

- Gli impianti inoltre verrebbero a trovarsi al confine di due parchi naturali (il parco La Martina in provincia di Bologna d analogo in provincia di Firenze) ed interferirebbero con aree incluse nella classe di più alto valore naturalistico complessivo a fini faunistici (CTR 1.5.00 della Regione Emilia Romagna, n.238131 La Tomba, 238133 Frassineto e 238144 Il Rio – v.Casini e Gellini, 1998);

- Studi ed esperienze svolte in varie parti del mondo hanno dimostrato che gli impianti eolici determinano la morte di migliaia di uccelli. In particolare il dossier "Lekuona", basato su un monitoraggio annuale realizzato censendo gli animali rinvenuti morti alla base di 368 turbine eoliche in Navarra., segnala la morte di : 409 Grifoni, 24 altri rapaci, 650 Pipistrelli e 6.450 piccoli uccelli (si rinvia in proposito alle osservazioni inviate alla Regione Emilia Romagna dalla locale Associazione degli Ornitologi). E’ evidente, quindi, che la costruzione di un fronte di pale lungo 3,5 km a maglie strettissime determinerebbe inevitabilmente lo sterminio di tutte le specie avicole della zona, le quali imboccando la valle del Sillaro non troverebbero agevolmente una via d’uscita o si allontanerebbero definitivamente dalla zona;

- Le pale determinerebbero peraltro anche un danno irreversibile ai territori di caccia Firenze 4 e Bologna 3, alle aziende faunistiche che operano nella zona (Aziende Faunistiche Venatorie "La Martina" e "Piccola Selva") ed interferirebbero con il "passo della colombaccia" che costituisce da secoli una attività venatoria cui i cacciatori della zona sono storicamente legati;

- Nella richiesta di V.I.A. la ditta Gamesa denunzia anche una rumorosità di 60 decibel in relazione alla presenza di 19 rotori, sfuggendo alla esigenza di evidenziare l’effetto costituito dalla sommatoria del rumore determinato da oltre 50 pale e la circostanza che il rumore sarebbe avvertito senza soluzione di continuità anche di notte e senza interruzione come un ronzio continuo. Nella relazione allegata alla richiesta di V.I.A. si afferma esplicitamente che: "l’incremento di rumore, dovuto ad un complesso di apparati, è ridotto [vale a dire subisce l’influenza] dal modo in cui tali rumori si sommano e dalle distanze tra un apparato e l’altro". Ebbene nella relazione viene eluso l’effetto, pur ritenuto significativo, dovuto alla sommatoria di oltre 50 rotori ed alla limitatezza della distanza tra l’uno e l’altro apparato.

- Il ronzio, anche se risultasse lieve, interverrebbe come fattore di novità, destinato a mutare radicalmente le caratteristiche del luogo. Esso è destinato ad amplificarsi verso l’abitato di Piancandoli e le case poste sull’altro versante della valle per effetto della propagazione lineare, della limitata distanza dell’altro versante in linea d’aria e per l’effetto amplificatore determinato dalla particolare conformazione della valle. Tale inquinamento acustico – che non è possibile misurare con i parametri delle città e dei centri densamente abitati - ma per l’effetto che determina su un sito tradizionalmente e storicamente destinato ad essere silenzioso.Verrebbe compromessa l’estrema silenziosità del sito e la possibilità di ascoltare, in ore notturne, esclusivamente il silenzio alternato con i suoni del bosco, che ne costituisce una caratteristica ambientale unica.

- Risulta non rispondere a verità quanto affermato nella relazione della ditta Gamesa, che il rumore si rifletterebbe su una zona priva di insediamenti abitativi. In particolare la mia abitazione e quella di Roco di Sopra si trovano sull’altro versante della valle quasi all’altezza degli impianti e ne subirebbero direttamente gli effetti acustici che sarebbero comunque causa di danno rilevante, anche se risultassero di dimensione limitata;

- Dovrà inoltre essere creata una centrale di trasformazione dell’energia prodotta che necessariamente determinerà un inquinamento magnetico destinato a riversarsi sulla parte abitata posta sull’altro versante. La limitatezza dichiarata dell’inquinamento magnetico viene riferita ai singoli progetti e non calcolata sul complesso degli impianti previsti.

- Nella richiesta di V.I.A. della ditta Gamesa inoltre sono allegate a scopo esemplificativo, al fine di dimostrare il limitato impatto visivo, delle foto di siti su cui insistono un limitato numero di pale eoliche, di dimensioni inferiori e poste a distanza molto maggiore l’una dall’altra. Al contrario l’intensità degli impianti determinata dai tre insediamenti è tale da capovolgere completamente il paesaggio. Non vi sarà più un crinale collinare da vedere, ma solo una cementificazione continua con delle pale di dimensione sproporzionata senza soluzione di continuità. Quindi il paesaggio sarà completamente ed irrimediabilmente alterato.

- Nella richiesta di V.I.A. della ditta Gamesa, ne è previsto un eventuale smantellamento, circostanza che induce a ritenere che il relativo esercizio sia stato previsto solo in relazione alla possibilità di utilizzare determinate agevolazioni economiche favorevoli, venute meno le quali ne potrebbe seguire lo smantellamento senza che sia più possibile ripristinare lo status quo ante dal punto di vista ambientale, dal momento che la compromissione dell’habitat avrà definitivamente cagionato l’allontanamento di specie animali, le caratteristiche degli insediamenti umani e sconvolto l’equilibrio socio economico della zona;

- Si ritiene che il territorio del comune di Firenzuola con queste iniziative venga appesantito ulteriormente da un notevole carico di alterazioni sul territorio e sull’ambiente (accertata distruzione di parte delle falde idriche) sia per il periodo di costruzione che di gestione, dopo che già da alcuni anni è stato devastato dai cantieri della TAV, che hanno già completamente alterato le caratteristiche originarie di appetibilità turistica ed ambientale del territorio e la vocazione socio economica dei suoi abitanti. La sommatoria degli effetti di alterazione di questa iniziativa su quella precedente (TAV) va anch’essa valutata in relazione agli effetti aggiuntivi che è destinata a determinare.

- Il comune di Firenzuola e le province coinvolte dalla TAV e dal parco eolico dovranno porsi anche il problema di quale sarà il destino e la vocazione economica dei territori dopo che i cantieri saranno chiusi e gli abitanti non potranno più trarre vantaggio dalle nuove attività economiche intraprese collegate all’apertura dei cantieri;

- Gli interventi che le ditte costruttrici indicano come tendenti ad annullare o attutire l’impatto ambientale sono irrilevanti e non potranno assolutamente annullare i danni arrecati all’ambiente ed al territorio. E’, inoltre, pacifico che ove gli impianti venissero dismessi non vi potrebbe essere un ritorno alla situazione quo ante.

Lo scrivente è uno strenuo sostenitore della necessità di ricorrere alle fonti alternative di energia, ma questa politica deve essere eseguita sulla base di modalità ispirate agli stessi principi ambientalistici che ne costituiscono la ragion d’essere: non si può e non si deve tradurre nella compromissione del territorio, posto che è possibile creare insediamenti eolici con modalità compatibili con l’ambiente e non vi sono ragioni – se non di puro profitto – per eseguire una concentrazione sovrabbondante di impianti solo eufemisticamente denominata "parco".

Le decisioni che saranno assunte in proposito sono molto importanti perché, a fronte di una nuova modalità di concentrazione di impianti eolici, rischiano di aprire una falla irrimediabile nella politica ambientalistica del paese.

Le istanze che rappresento a nome della comunità dell’Alta Valle del Sillaro sono quelle di veder rispettata una identità ambientale molto particolare coniugandola, e non già subordinandola, con quelle pur rispettabili e doverose della ricerca di fonti di energia alternativa.

La presentazione di tre distinti progetti, presentati come autonomi l’uno dall’altro, consente di ritenere che non esistano esigenze tecniche ed economiche imprescindibili per l’approvazione di tutti e tre gli interventi, ed autorizza a trarre la conclusione che sia funzionalmente possibile ed economicamente praticabile la realizzazione autonoma di uno solo di tali progetti. Nell’ipotesi in cui venga accolta la richiesta di questo primo impianto si chiede che sia espressamente esclusa la possibilità che ad esso ne facciano seguito altri e che siano comunque imposte condizioni atte a renderne l’impatto ambientale meno gravoso.

Fiducioso dell’attenzione delle Amministrazioni in indirizzo, porgo distinti saluti

Bologna, 25 settembre 2004

Claudio Nunziata