Al Presidente del Consiglio Regionale Sede
INTERROGAZIONE URGENTE
Oggetto: impianti eolici sul crinale appenninico e VIA dell’impianto di Monte Canda
Il sottoscritto Consigliere Regionale
Premesso che
- a S. Benedetto del Querceto si è recentemente tenuta un’assemblea promossa dal Sindaco di Monterenzio e a cui hanno partecipato Sindaci e Assessori dei comuni dell’Emilia-Romagna e della Toscana i cui territori sono interessati dalla realizzazione di impianti eolici per la produzione di energia elettrica oltre che dei relativi cavidotti, della centrale elettrica di raccolta e di immissione nella rete ENEL dell’energia prodotta, delle strade e delle piazzole per la realizzazione e la manutenzione del complesso eolico e tecnologico;
- dall’introduzione del Sindaco di Monterenzio e dai numerosi interventi di tecnici, amministratori e cittadini è emerso che gli impianti saranno installati sui crinali appenninici tosco-emiliani e che nel caso specifico i cavidotti e la sotto stazione di captazione saranno realizzati nel Comune di Monternzio mentre i tralicci e le pale saranno realizzarti nel territorio del Comune di Fiorenzuola;
- la Regione Toscana e la Regione Emilia-Romagna, oltre alle Province interessate, hanno già ricevuto gli atti per le procedure di VIA e che gli Uffici interessati stanno verificando in modo coordinato gli elaborati presentati per l’impianto di Monte Canda;
premesso inoltre che
- all’assemblea erano presenti i tecnici dell’impresa che ha presentato il progetto dell’impianto di Monte Canda, i rappresentanti dei Comitati che si oppongono alla sua realizzazione e molti cittadini della zona alcuni dei quali, molto arrabbiati, avevano già ricevuto l’informazione della Provincia del possibile avvio della procedura di esproprio se il progetto verrà approvato;
- nel corso dell’assemblea è emerso un generale assenso all’uso dell’energia alternativa ma con un forte dissenso verso la realizzazione di pale eoliche molto invasive su crinali visibili dalle vallate per il grave danno che possono arrecare all’attività turistica, oltre che per il loro impatto acustico sulle vicine abitazioni, per il possibile danno all’attività agricola e per l’alto grado di franosità delle zone interessate a Monte Canda;
evidenziato che
- il progetto di Monte Canda prevede l’installazione di 9 tralicci di supporto alle pale eoliche con un’altezza complessiva di oltre 60 metri e con un impatto visivo elevato e tale da modificare luoghi di particolare rilievo turistico;
- tale impianto dovrebbe avvenire nelle zone dei Casoni di Romagna e di Cà di Guzzo dove furono combattute importanti battaglie partigiane e che oggi sono considerati monumenti della lotta di liberazione e oggetto di visite e di manifestazioni annuali;
- l’impianto sembra possa interessare la zona archeologica della strada romana "Flaminia Minor" con grave danno per il corretto recupero di una valore storico di così grande e particolare rilievo;
evidenziato inoltre che
- nel corso dell’assemblea è emerso che, oltre all’impianto di Monte Canda, sono previsti altri due impianti di analogo rilievo e i cui progetti siano in fase procedurale diversa;
- alcuni cittadini hanno evidenziato che più proprietari di terreni sui crinali siano stati contattati da altre imprese per opzionare la possibilità di realizzare ulteriori tralicci per cui i Comitati in un loro volantino denunciano la possibilità della realizzazione di circa 800 tralicci sul crinale appenninico;
considerato che - ogni tecnologia va commisurata con i luoghi in cui viene installata e che certamente i crinali di montagna sono molto delicati sia per l’impatto visivo e sul passaggio, oltre che per la tutela della fauna selvatica stanziale e di passaggio;
- al momento dell’approvazione del Piano Paesaggistico Regionale il problema degli impianti eolici sui crinali appenninici non era così immanente come oggi e che forse le tutele del paesaggio in esso previste non sono adeguate ad affrontare i problemi di impatto visivo che stanno ora emergendo;
chiede alla Giunta Regionale
- di conoscere la sua valutazione sulla realizzazione dell’impianto di Monte Canda e sulla scelta del sito, anche alla luce della procedura in corso di Valutazione di Impatto Ambientale;
- se è a conoscenza delle richieste per impianti eolici sull’intero crinale appenninico e se, in caso contrario, non ritenga opportuno elaborare con i Comuni interessati una mappa dei possibili siti, anche tenendo conto delle eventuali richieste ai proprietari dei terreni da parte di imprese interessate alla loro realizzazione;
- se ritenga che la quantità di energia che potrà essere prodotta con impianti eolici sul crinale appenninico sia così indispensabile da indurci a modificare definitivamente il paesaggio in luoghi di così grande valore storico e paesaggistico;
- se non ritenga opportuno, anche sulla base delle valutazioni in corso da parte della VIA in corso , valutare l’opportunità di intervenire per tutelare il crinale appenninico e il paesaggio, anche con una rapida procedura di modifica e integrazione del Piano Paesaggistico Regionale, individuando le zone oggi non tutelate e che andrebbero salvaguardate dall’impianto di strutture di tale altezza e di forte impatto visivo.
se non ritenga opportuno raggiungere un accordo con la regione Toscana per concordare le modalità di reciproca tutela del paesaggio e dell’ambiente del crinale appenninico, oltre alle condizioni operative per l’eventuale realizzazione di impianti eolici in zone compatibili per la loro particolare conformazione.
Ugo Mazza
Bologna, 2 novembre 2004 |