| "Per
un'altra Firenzuola"/Documentazione/Eolico/Carpinaccio |
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| CARPINACCIO # 3 |
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| L´imprenditore: Col
progetto esecutivo pronto, 4 anni per vedere le pale girare |
| di Diego Barsotti |
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LIVORNO. Nel 2002 la società danese
Eurotrust specializzata in energie rinnovabili, sbarcò in
Toscana su invito della stessa Regione e della Camera di
Commercio di Firenze, per studiare le potenzialità
dell’eolico nel nostro territorio, anche sulla base
delle linee guida che in quel momento facevano della
Toscana una delle regioni più avanzate da questo punto di
vista.
A distanza di 5 anni però, e a fronte di investimenti
considerevoli che hanno portato alla nascita di una società
ad hoc, l’European wind energy Italy con sedi a Firenze
e Livorno, la Eurostrust è riuscita a realizzare un solo
impianto, il parco eolico di Monte Vitalba Chianti, 7
aerogeneratori di taglia media tecnologia Vestas con una
produzione complessiva di 6 megawatt.
Pronti sul tavolo della società danese ce ne sono altri
4, ma negli ultimi mesi le cose sono profondamente
cambiate e realizzare parchi eolici (a differenza delle
centrali a biomasse) appare sempre più difficile.
«La nostra azienda fa un grande lavoro di preparazione
dei singoli progetti – spiega il presidente del parco
eolico di Monte Vitalba e della European Windfarm Italy Ali
Rahimian – per cui dopo aver dialogato a lungo con
le amministrazioni locali e con i comitati di cittadini
inizialmente contrari al progetto del Carpinaccio
(Firenzuola) 4 mesi fa siamo andati in Regione per
presentare il progetto, dove però ci hanno chiesto la
Valutazione di impatto ambientale. Abbiamo accettato e
informato che saremmo partiti subito con le procedure di
Via, ma dieci giorni dopo ci richiamano dicendoci che
oltre la Via serve un monitoraggio di almeno 18 mesi sugli
impatti degli aerogeneratori sull’avifauna e sulla
popolazione dei lupi».
Il progetto del Carpinaccio, in una zona “libera” ma
vicina a un Sic prevede la costruzione di 19
aerogeneratori alti 60 metri per una produzione di 35
gigawattora l’anno. Turbine non grandissime quindi,
scelte perché in questo modo sarà possibile trasportare
i materiali sul crinale utilizzando la viabilità
ordinaria, senza bisogno di costruire nuove strade.
«Se noi calcoliamo i 18 mesi del monitoraggio – spiega
ancora Ali Rahimian - altri 18 mesi per le procedure di
Via e quelle autorizzative e infine un anno per la
costruzione dell’impianto arriviamo a 4 anni totali.
Quindi se io oggi, come Carpinaccio ho già il progetto
esecutivo pronto, dovrò aspettare 4 anni per vederlo in
funzione».
La situazione effettivamente sembrerebbe un po’
surreale, perché in mancanza di un Pier (piano energetico
regionale), ogni decisione viene demandata all’ufficio
Via «che si basa su proprie linee guida – spiega ancora
Rahimian – che fanno riferimento a una letteratura
anteriore al 1998. Ma in 10 anni la tecnologia eolica si
è fortemente sviluppata e io non posso per esempio
portare a riferimento lo studio elaborato nel 2003 dal
ministero dell’ambiente danese che ha monitorato per un
chilometro lineare di impianti eolici un impatto
sull’avifauna pari a 8 uccelli l’anno, mentre nello
stesso periodo una linea ad alta tensione ne fulmina 36 e
l’autostrada ne uccide 52».
La Regione Toscana intanto sta lavorando in questi giorni
proprio all’elaborazione del Pier, dove l’obiettivo
per l’eolico al 2010 dovrebbe essere portato da 300 Mw
(attualmente siamo a meno di 30) a 400Mw. |
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