"Per un'altra Firenzuola"/Documentazione/Eolico/Carpinaccio  
CARPINACCIO # 1

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Parco eolico del Carpinaccio, nuovi ostacoli per la realizzazione
Parco eolico
del Carpinaccio,
nuovi ostacoli
per la realizzazione

Serve un monitoraggio
di altri 18 mesi
per gli impatti sull'aviofauna
Nel 2002 la società danese Eurotrust specializzata in energie rinnovabili, sbarcò in Toscana su invito della stessa Regione e della Camera di Commercio di Firenze, per studiare le potenzialità dell’eolico nel nostro territorio, anche sulla base delle linee guida che in quel momento facevano della Toscana una delle regioni più avanzate da questo punto di vista. A distanza di 5 anni però, e a fronte di investimenti considerevoli che hanno portato alla nascita di una società ad hoc, l’European wind energy Italy con sedi a Firenze e Livorno, la Eurostrust è riuscita a realizzare un solo impianto, il parco eolico di Monte Vitalba Chianti, 7 aerogeneratori di taglia media tecnologia Vestas con una produzione complessiva di 6 megawatt. Pronti sul tavolo della società danese ce ne sono altri 4, ma negli ultimi mesi le cose sono profondamente cambiate e realizzare parchi eolici (a differenza delle centrali a biomasse) appare sempre più difficile. «La nostra azienda fa un grande lavoro di preparazione dei singoli progetti – spiega il presidente del parco eolico di Monte Vitalba e della European Windfarm Italy Ali Rahimian – per cui dopo aver dialogato a lungo con le amministrazioni locali e con i comitati di cittadini inizialmente contrari al progetto del Carpinaccio (Firenzuola) 4 mesi fa siamo andati in Regione per presentare il progetto, dove però ci hanno chiesto la Valutazione di impatto ambientale. Abbiamo accettato e informato che saremmo partiti subito con le procedure di Via, ma dieci giorni dopo ci richiamano dicendoci che oltre la Via serve un monitoraggio di almeno 18 mesi sugli impatti degli aerogeneratori sull’avifauna e sulla popolazione dei lupi». Il progetto del Carpinaccio, in una zona “libera” ma vicina a un Sic prevede la costruzione di 19 aerogeneratori alti 60 metri per una produzione di 35 gigawattora l’anno. Turbine non grandissime quindi, scelte perché in questo modo sarà possibile trasportare i materiali sul crinale utilizzando la viabilità ordinaria, senza bisogno di costruire nuove strade.

28.09.2007
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