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ATTACCO AI CRINALI DELL'APPENINO: PALE EOLICHE AL GIOGO E ALLA FUTA
leggi il nostro comunicato
stampa che fa il punto sulla situazione
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LA
NOSTRA INSISTENZA SU ENERGIE ALTERNATIVE
DIVERSE DALL'EOLICO
NON ERA E NON E' UN VANEGGIAMENTO!
10/2/2007 - ENERGIA
VERDE DAI BOSCHI
Le aree forestali mugellane
potrebbero rappresentare una risorsa e una riserva energetica per
edifici pubblici e privati ma anche per realtà produttive ed
economiche locali. Secondo una ricerca condotta da Ecosoluzioni di
Cortona per la Comunità Montana nell’ambito del programma
‘Agenda 21’ che è stata illustrata lo scorso mercoledì a Borgo
San Lorenzo ad amministratori, aziende, tecnici e operatori del
settore, appaiono realistiche e realizzabili le condizioni per un
futuro energetico che sfrutta anche le biomasse. Del resto, la
superficie boscata copre il 65% del territorio (in gran parte tra
Firenzuola, Marradi e Palazzuolo) con 53072 ettari di bosco ceduo,
il più adatto per una valorizzazione a fini energetici. Perché,
allora, non incentivare e sviluppare la filiera bosco-legno-energia
si sono detti gli amministratori della Comunità Montana: “Le
condizioni per il consumo locale di questa filiera ci sono e credo
che sia opportuno coglierle subito per promuovere un sistema di
fonti di energia alternativa che non inquina, consente la
manutenzione del patrimonio forestale e di produrre un reddito, e
che, dopo l’investimento iniziale, fa anche risparmiare gli
utenti” - sottolinea l’assessore alle Politiche energetiche
dell’ente montano Simone Lazzerini. Stime indicative segnalano che
dal taglio dei boschi si potrebbero ricavare ogni anno da un minimo
di 300mila a un massimo di 3 milioni di metri cubi di legname, con
un potenziale energetico annuale che oscillerebbe da un minimo di
31mila a un massimo di oltre 500mila MWh (fino a circa 10mila
caldaie da 20 kw, che riscaldano appartamenti da 200-300 mq, o 3000
da 250 kw per edifici, attività e reti di teleriscaldamento). Ma
l’offerta di ‘combustibile’ dai boschi può essere integrata
anche dagli scarti dei cicli agricoli, dal taglio di manutenzione
dell’alveo dei fiumi e degli alberi colpiti da malattie, dagli
scarti di lavorazione o dal recupero di legname invenduto. Edifici
pubblici, come scuole e impianti sportivi, piccole frazioni o
stabilimenti industriali di dimensioni limitate o ancora agriturismo
sono segnalati nella ricerca come le utenze ideali. E i risparmi
sarebbero rilevanti: tra il 60 e l’80%. “L’offerta c’è, la
domanda potenziale pure - nota il presidente della Comunità Montana
Mugello Stefano Tagliaferri -. Quello che manca è
l’organizzazione della filiera bosco-legna-energia vista anche la
frammentazione della proprietà. Nella ricerca si avanza la proposta
di un soggetto economico per l’integrazione delle fasi produttive
e commerciali della filiera, come una società publico-privata con
produttori di biomassa, fornitori di servizio di calori ed enti di
credito, o una società di scopo a capitale privato. Se è forse
prematuro parlare di gestioni, certo è il momento di prendere una
decisione. Naturalmente al centro dell’iniziativa, per le loro
caratteristiche, ci saranno i territori dell’Alto Mugello”.
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