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| CASA DI RIPOSO "SS. ANNUNZIATA" |
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ultimo aggiornamento 14/11/2008 |
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LA
SS. ANNUNZIATA VIOLA IL PIANO CHE SI ERA FATTA APPROVARE SU MISURA
IL
PIANO
DEGLI INVESTIMENTI
DELLA SS. ANNUNZIATA
l'uovo
e la gallina. una storia educativa
le geniali affermazionI dell'assessore rIghini 26
appartamenti da vendere saranno realizzati intervieni
anche tu: |
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Le scelte del Consiglio Comunale Quando ha approvato il
piano di recupero della Fondazione SS. Annunziata, il Consiglio Comunale
ha approvato anche uno schema di convenzione (poi sottoscritto dal
Comune e dalla Fondazione) che prevedeva la manutenzione ordinaria di un
tratto delle mura storiche e la costruzione di una passerella pedonale
per collegare via Bertini ai giardini della casa di riposo. Le scelte della Giunta Comunale Con la Delibera 11/2008
la Giunta Comunale approva la detrazione degli oneri in cambio
dell'intervento sulle mura e comunica - come previsto dalla legge, in
questi casi - la propria decisione alla Corte dei Conti. La scelta del Sindaco Il 7 maggio 2008 il sindaco scrive una lettera alla Fondazione SS. Annunziata per chiedere di rinunciare alla realizzazione dell'intervento sulle mura e di versare l'intero importo degli oneri. La richiesta è motivata con la necessità di rispettare "le previsioni di entrata del bilancio 2008". [vedi documento 1] I rompiballe "Per un'altra
Firenzuola", che, come è noto, alla sorte dei giardini della SS.
Annunziata ci tiene molto, quando ha visto la richiesta del sindaco ha
avuto molte perplessità: Voce dal sen fuggita Nel replicare alla
denuncia di "Per un'altra Firenzuola" il sindaco ha
evidentemente agito d'istinto: Rimboccarsi le maniche Se la prima reazione alla
rivelazione formale dei principi politici profondi che hanno guidato
l'azione di governo del nostro sindaco è lo sgomento (oddio in
che mani siamo stati e siamo tuttora!) la seconda è la preoccupazione. Corbatti è in cattiva compagnia L'unica attenuante che possiamo accordare alla politica del sindaco è che non è solo: l'incapacità di guardare al futuro sembra una caratteristica diffusa nella politica italiana. [leggi l'articolo di di Antonio V. Gelormini, scritto subito dopo le elezioni dell'aprile scorso].
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| I
due lati più interessanti delle antiche mura, anche nella prospettiva di
un recupero del fossato. Il lato della Casa di Riposo è l'unico veramente "aperto" |
Gli
interventi previsti dalla Fondazione "SS. Annunziata" e dal
Comune di Firenzuola. [la collocazione e la dimensione dei nuovi edifici sono approssimativi, ma l'area interessata è indicata correttamente. Non appena disporremo delle planimetrie esatte le inseriremo. La volumetria totale è di 7.500 metri cubi (esclusa la camera mortuaria)] |
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di
Antonio V. Gelormini 16.04.2008 Tra
l’uovo oggi e la gallina domani il Paese ha scelto l’uovo. Un Paese
impoverito, impaurito e per certi versi abbastanza disorientato, ha
reagito come qualsiasi soggetto in condizione di difficoltà. Con una
scelta pragmatica, che guarda al contingente e rimanda ad altra data, e
magari ad altri destinatari, l’azione responsabile di struttura. L’affermazione
elettorale di Berlusconi e del Popolo della Libertà è per buona parte la
risultante al malcontento diffuso verso il governo Prodi. Un governo
inviso, per aver somministrato un’efficace e improcrastinabile cura da
cavallo, senza aver saputo usare i necessari ammortizzatori mediatici, per
predisporre il malato all’ineludibile amaro della medicina. Un malato
recalcitrante e, per di più, confuso ed allarmato da infermieri ed
assistenti, che dopo aver condiviso diagnosi e terapia d’urto, facevano
di tutto per sabotarne la posologia. Da tempo
il Paese non è più abituato a guardare in prospettiva. Da tempo
paesaggio ed orizzonti sono offuscati da un’intensa cortina di interessi
di parte, che ha reso impercettibile ogni solidale senso del bene comune.
E alla lunga il popolo delle formiche, ammaliato dal canto delle cicale,
ha creduto di potersi affrancare dall’onere dignitoso del sudore della
fronte. Il voto
di protesta ci dice che per chiunque sarà difficile governare, al di là
dei numeri più o meno tranquilli, quando una buona parte del Paese non
ama che si affrontino le cose necessarie. Ecco perché la semplificazione
degli assetti parlamentari, di cui si dovrà pur dare merito a Veltroni e
al Partito Democratico, potrebbe favorire non poco il difficile compito di
ridar corpo a un’azione riformatrice fin troppo sfilacciata, inefficace
e chinata su se stessa. Alcune
cose, comunque, ci lasciano perplessi. Il sapore aspro della scomparsa di
fette di società di questo Paese, tra le più deboli, dalla loro
rappresentanza parlamentare. Un ritardo di modernità punito troppo
duramente dagli effetti di un’infame legge elettorale. Lo sconcerto di
un Mezzogiorno che si vedrà governato da una forza, la Lega Nord, che non
ha contribuito ad eleggere. E l’impotenza di non poter ritirarle il
voto, per non averglielo mai dato. E ancora,
il paradosso di ritrovare, tra gli scranni parlamentari, artefici del
deficit di comunicazione dell’attività risanatrice del precedente
governo Prodi o protagonisti discutibili per il prestigio del Paese nel
precedente governo Berlusconi. La beffa, infine, di avere un’Udc
mortificata nella presenza al Senato, rispetto al numero di voti raccolti
(in alcune regioni i senatori non sono scattati per pochi decimi
percentuali). Tre soli senatori, di cui uno è Totò Cuffaro. Il Paese
ha scelto l’uovo. Sulla sua freschezza, però, il canto del gallo non
garantisce alcunché. http://www.welfareitalia.it/contents.php?cid=4556 |