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| NUOVO RINVIO PER IL PARERE DEL COMUNE SULLA PRIVATIZZAZIONE DELLA CASA DI RIPOSO | |
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Comunicato stampa 300605 NUOVO RINVIO PER IL PARERE DEL COMUNE SULLA PRIVATIZZAZIONE DELLA CASA DI RIPOSO Il Consiglio Comunale di Firenzuola ha deciso di rinviare di altri 15 giorni l’espressione del proprio parere sulla richiesta di privatizzazione della Casa di Riposo. Centro sinistra e centro destra hanno votato compatti per il rinvio; una voce contraria quella di Per un’altra Firenzuola. La rottura dell’unanimità che aveva caratterizzato nelle ultime settimane la "trattativa" del Comune con la Casa di Riposo è avvenuta nel primo pomeriggio all’interno della Commissione VII, chiamata a valutare la "controproposta" della IPAB: Ardiccioni ha considerato la "controproposta" non soltanto inaccettabile (nega tutti i punti fermi che il Consiglio Comunale del 30 maggio aveva indicato, primo fra tutti quello della rinuncia al contenzioso giudiziario che invece viene ribadito come scelta strategica del CdA della SS. Annunziata) ma anche un messaggio di totale chiusura per ogni trattativa, a meno che il Comune non sia disposto ad accettare un ruolo subalterno e dalle modalità incerte, oltre che a termine (fino alla sentenza di Appello ed eventualmente a quella della Cassassione). Pertanto Per un’altra Firenzuola giudica inutile una ulteriore dilazione. In Consiglio Comunale Ardiccioni, pur facendo gli auguri al Sindaco per un successo laddove il "gruppo di lavoro" nominato dal Consiglio stesso e dalla Giunta ha fallito, ha sottolineato come con il mandato al Sindaco per un ulteriore tentativo di accordo significhi l’accettazione da parte del Consiglio Comunale del non riconoscimento, sostenuto con forza dalla Casa di Riposo, del "gruppo di lavoro" come espressione dell’Istituzione Comunale. Col Sindaco forse discutono, dopo che non lo hanno fatto con la Commissione VII. «Ben triste è il paese – ha concluso Ardiccioni – nel quale chiunque può scegliere i propri interlocutori all’interno delle istituzioni a prescindere dalle decisioni (in questo caso unanimi) delle istituzioni stesse!»
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