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UNALTRA FIRENZUOLA COMUNICATI STAMPA |
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| AMPLIAMENTO DELLA DICARICA "IL PAGO" E CAMPI BASE CAVET | |
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COMUNICATO STAMPA N° 051230 CONSIGLIO COMUNALE DI FINE ANNO. NUOVI MOTIVI DI CRITICA PER LE OPPOSIZIONI: AMPLIAMENTO DELLA DICARICA "IL PAGO" E CAMPI BASE CAVET Non c’è pace per la Giunta Comunale di Firenzuola e per la maggioranza che la sostiene: le opposizioni non le concedono tregua – nemmeno durante le festività – e una seduta che poteva essere di routine (approvazione del regolamento sulla privacy e di una nuova "gestione associata" dell’ufficio stampa) ha fatto emergere nuovi elementi di contrasto e di scontro fra le tre "anime" che condividono i seggi del Consiglio Comunale. Su una comunicazione del Sindaco relativa alla richiesta di Hera – sostenuta anche dalla Provincia di Firenze – di ampliare la discarica "Il Pago" di 700.000 metri cubi (al posto dei 350.000 previsti dalla Convenzione in atto con il Comune), "Per un’altra Firenzuola" ha dichiarato la propria opposizione all’ulteriore allargamento della discarica, denunciando i rischi per l’ambiente e per la salute dei cittadini e mettendo in evidenza come fino ad oggi la presenza della discarica ha prodotto soltanto disagi e nessun vantaggio, come invece è successo in altri Comuni che hanno una discarica sul loro territorio: i miliardi (oltre 10) incassati fino ad oggi dal Comune di Firenzuola per il conferimento dei rifiuti nella discarica de "Il Pago" sono stati utilizzati per le spese correnti e non per imvestimenti durevoli (come previsto e promesso dalla diverse amministrazioni che si sono succedute a Firenzuola) o per agevolazioni tarrifarie nei servizi forniti dal Comune. In questa situazione, a giudizio di "Per un’altra Firenzuola", l’unica soluzione possibile – di fronte al perdurare della richiesta di Hera e della Provincia – è quella della rapida chiusura della discarica e di un altrettanto rapido ripristino ambientale dell’area. In ogni caso qualsiasi decisione per un ulteriore ampliamento della discarica deve essere subordinata ad una ampia e approfondita consultazione della popolazione. Su quest’ultimo punto hanno concordato anche la Giunta e la maggioranza. Altro terreno di scontro è quello dell’utilizzazione dei "Campi base" costruiti da Cavet per alloggiare gli operai della TAV, ed ora trasferiti al Comune per destinarli a scopi sociali e di protezione ambientale. Proprio per realizzare questo obiettivo il Ministero dell’Ambiente ha esentato Cavet dal ripristino dei terreni allo stato precedente alla costruzione dei tre campi (Castelvecchio, Violla, San Pellegrino). La preoccupazione di "Per un’altra Firenzuola" – sostanzialmente condivisa anche dal gruppo "Insieme per cambiare" – è che tutta l’operazione si concretizzi in vantaggi concreti per Cavet (sollevata dall’impegno al ripristino) e per i privati che, a vario titolo, compreso il cosiddetto "privato sociale", si troveranno a gestire ampie aree edificate o divenute edificabili. Partendo dalla situazione del campo di Castelvecchio, già acquisito dal Comune e da questo concesso in comodato gratuito a un consorzio di coperative, Ardiccioni ha messo in evidenza il legame fra gli amministratori di centrosinistra e le "coperative sociali" che operano sul territorio di Firenzuola (e piú in generale nel Mugello): attraverso un intreccio di partecipazioni e un gioco di scatole cinesi le "coperative sociali" fanno capo alla coop COLF di Firenzuola, attualmente presieduta dall’ex sindaco Renzo Mascherini. Nei vari consigli di amministrazione siedono consiglieri comunali e amministratori di questa e delle precedenti amministrazioni. Lo scopo di queste coperative – riconfermato dalla convenzione per la gestione del campo ex Cavet di Castelvecchio – è quello della "ricerca del personale" necessario al perseguimento degli obiettivi sociali delle coop, dai servizi di pulizia, alla raccolta differenziata, ad infiniti altri. In questo modo – ha sostenuto Ardiccioni – le uniche possibilità di lavoro sul nostro territorio sono legate alle coperative del gruppo COLF, e questo significa che il mercato del lavoro (nella stragrande maggioranza dei settori) è controllato dalle forze politiche che hanno amministrato e che amministrano il Comune e si svolge al di fuori dei "normali" canali di reclutamento della manodopera. Infine – ha concluso polemicamente il consigliere di "Per un’altra Firenzuola" – mentre gli statuti delle coop parlano di "inserimento lavorativo e di attenzione alla persona" e di "inserimenti lavorativi di qualità", la coperativa "Progetto ambiente" (coinvolta nella gestione del campo di Castelvecchio) ha visto il fermo di una delle sue attività (la raccolta differenziata a Borgo San Lorenzo) perché non garantiva la sicurezza dei propri soci-lavoratori.
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