PER UNALTRA FIRENZUOLA
COMUNICATI STAMPA

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Consiglio Comunale del 1° Giugno 2005


2 giugno 2005

COMUNICATO STAMPA

CONSIGLIO COMUNALE DEL 1° GIUGNO 2005

 

1. Casa di Riposo

Il Grupppo Consiliare «Per un’altra Firenzuola» ha votato a favore del rinvio fino al 30 giugno della decisione sul parere del Comune relativo alla richiesta di privatizzazione della IPAB «SS. Annunziata». Il capo gruppo Luciano Ardiccioni ha ribadito le responsabilità della maggioranza di centro sinistra per la situazione che si è venuta a creare: nonostante l’impegno appassionato dell’assessore alla sanità Antonella Calamini, che in piú occasioni si era dichiarata favorevole alla trasformazione della Casa di Riposo in azienda pubblica di servizi alla persona, l’Ammnistrazione non ha compiuto per mesi nessun atto formale (se non quello significativo, ma contraddittorio con la posizione attuale, della decisione di opporsi in appello alla richiesta di privatizzazione) che potesse influenzare le scelte della Curia, la quale cosí si è sentita libera e sicura nel presentare l’istanza di privatizzazione. Inoltre Ardiccioni ha affermato che i giochi non sono ancora fatti perché il decreto di privatizzazione (atto comunque preliminare alla eventuale realizzazione di una «fondazione partecipata privato-pubblica») dovrà tener conto dei requisiti richiesti dalla legge. E questi requisiti – secondo Ardiccioni – in base all’analisi della sentenza di primo grado del Tribunale Civile di Firenze mancano. Ha invitato quindi a non perdere di vista l’ipotesi dello sciogliemento che porterebbe alla trasformazione della Casa di Riposo in istituzione pubblica. Riaffermando, inoltre, che il punto centrale di tutta la vicenda è la salvaguardia di un servizio essenziale alla popolazione, che passa attraverso un servizio qualificato che il personale della nostra Casa di Riposo è in grado di fornire, ha concluso che «Per un’altra Firenzuola» non si sottrarrà comunque all’impegno di partecipare alla trattativa con la Curia per garantire – nel caso che quella della «fondazione» fosse l’unica soluzione possibile – il massimo della presenza possibile del pubblico nella nuova istituzione; ha chiesto ed ottenuto che il Consiglio Comunale – che su proposta dell’assessore Calamini ha delegato alla trattativa la Commissione Consiliare VII (servizi sociali) – ribadisse che il punto di partenza della trattativa è costituito dal documento della Commissione stessa che prevede da parte della Curia il ritiro del ricorso in appello e l’accettazione dell’unanimità per le decisioni che riguardano lo statuto, la nomina dei dirigenti, l’alienazione dei beni e le operazioni finanziarie sopra i 100 mila euro.

Infine Ardiccioni ha detto che un altro punto da mettere immediatamente sul tavolo della trattativa è quello relativo alla proprietà: lo statuto dovrà prevedere che in caso di scioglimento della fondazione una parte significativa del patrimonio della Casa di Riposo dovrà diventare pubblico.

2. Accuse alle minoranze di essere manovrate dall’esterno

In apertura di seduta il Sindaco ha riproposto la questione delle accuse ai consiglieri di minoranza contenute nella relazione introduttiva al Bilancio di Previsione 2005, dichiarandosi disponibile a scuse informali: «Per un’altra Firenzuola» e «Insieme per cambiare» hanno ribadito che soltanto un atto formale del consiglio potrà chiudere la questione e confermato la loro intenzione di non partecipare alle votazioni di tutti gli atti proposti dalla maggioranza. Il consigliere Mascherini ha ventilato l’ipotesi che il Prefetto possa prendere decisioni contro i gruppi di minoranza che non partecipano al voto. I gruppi di minoranza hanno affermato di non temere un intervento prefettizio, che dovrà comunque tenere conto delle motivazioni che a loro avviso giustificano ampiamente la scelta fatta.

 

3. Clementina Cantoni

«Per un’altra Firenzuola» ha accettato la proposta del capogruppo di «Insieme per cambiare» Claudio Scarpelli di redigere e votare un ordine del giorno di solidarietà a Clementina Cantoni, ostaggio in Afghanistan, e di sollecitazione al governo italiano perché faccia ulteriori e decisivi sforzi per la sua liberazione. L’ordine del giorno è stato approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale che ha anche deciso di devolvere il gettone di presenza all’organizzazione «Care» per la quale lavora la Cantoni.