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DOCUMENTAZIONE

 
"MANIFESTO" DEL COMITATO

Il nostro fiume Santerno, è il centro di un piccolo universo ricco di storia e cultura. Rappresenta un’entità unificante che caratterizza inconfondibilmente la valle che vi si specchia a cavallo tra le regioni Toscana e Romagna, in un territorio che da sempre trae vita e benessere dalle sue acque.

Tuttavia la qualità di queste da tempo desta gravi preoccupazioni.

Il letto del fiume è ricoperto da un fango limaccioso che ne ha soffocato il fragile ecosistema.

I lavori dell’alta velocità hanno causato direttamente e indirettamente la perdita di sorgenti che alimentavano gli affluenti del Santerno, e oggi si assiste alla diminuzione della sua portata anche a causa dei prelievi abusivi effettuati quotidianamente per lo svolgimento di alcune attività economiche.

L’acqua non può essere considerata come una fonte di profitto. In quanto fonte di vita, appartiene agli abitanti del pianeta (così come agli organismi viventi).

Mentre a livello mondiale esiste la consapevolezza del calo progressivo della disponibilità d’acqua e si auspicano politiche dell'acqua che possano attribuire ai diritti su quest'ultima un'importanza di primo piano, a livello locale essa è sostanzialmente ancora percepita come un bene inesauribile e il fiume qualcosa di eterno e immutabile, destinato ad accompagnare per sempre le nostre vite.

Il pensiero che questo possa subire danni irreversibili a causa delle attività umane non pare destare particolari inquietudini nelle autorità.

L’indignazione non oltrepassa il livello della privata deplorazione di quanto accade, se non addirittura dell’indifferenza, perché il lavoro è la cosa più importante e se per questo si deve sacrificare un po’ d’acqua, pazienza è il prezzo del benessere!

Ma quale benessere? chi preleva illegittimamente l’acqua, la sporca e la utilizza per trarne privati profitti, sottrae questo bene alla terra e nega la sua fruizione collettiva!

Fermare gli abusi e porre delle regole sullo sfruttamento delle ricchezze naturali non è un impedimento allo svolgimento delle attività umane la cui avidità e sete di guadagni è inesauribile, ma è un modo per tutelare l’esistenza di una risorsa che inesauribile invece non è…

C’è bisogno di informare la gente, svilupparne la sensibilità. Bisogna ribaltare l’idea che, dato che le attività economiche creano posti di lavoro, si devono chiudere entrambi gli occhi di fronte ai danni che queste causano all’ambiente, i quali non si fermano ai confini dei comuni, delle provincie, delle regioni,….

Questo fiume che un tempo scendeva tumultuoso dalla sorgente attraversando rive scoscese, piani ed ampie anse, attraversa territori dove si parlavano lingue e dialetti diversi, restando incontestabilmente il protagonista del paesaggio e di molte vite.

La nostra presenza lungo le sue sponde quindi intende avere un grande valore simbolico ed evocativo, sottolineando il suo carattere unificante.

Si tratta di un lavoro volto alla diffusione della consapevolezza che si tratta di un patrimonio collettivo da difendere e da valorizzare, anche economicamente. Il Santerno è infatti percepito dagli amici imolesi e bolognesi oltre che dai fiorentini, come meta preferita delle gite fuori porta, oasi di freschezza nei mesi estivi, paesaggio incontaminato da esplorare in ogni stagione, a pochi chilometri dalla città, ricco di quelle risorse che sono tipiche di un’economia di sussistenza: funghi spontanei, frutti del sottobosco, marroni, fauna e flora selvatiche.

E saranno proprio i bagnanti in riva al fiume ai quali ci rivolgeremo durante alcuni degli interventi che abbiamo progettato…

Per questo riteniamo che sia importante che vengano coinvolti in questa nostra denuncia anche i cittadini, le associazioni, gli enti locali che operano lungo tutti il territori bagnati dalle acque del Santerno, non solo di Firenzuola quindi.

Oltre alle classiche azioni informative, intendiamo svolgere interventi artistico-espressivo-teatrali nel mese di luglio e di agosto in luoghi particolarmente significativi lungo il corso del fiume, dalla sua sorgente fino a Imola, dei quali vi comunicheremo prossimamente il calendario relativo.

Non si tratterà di azioni "folcloristiche", ma di un lavoro che, utilizzando il linguaggio universale dell’arte, si rivolge direttamente alle coscienze, oggi anestetizzate dalla televisione, dalle tante battaglie perse e da un clima di generale disinteresse, per indurle ad una maggiore responsabilità, superando barriere ideologiche e luoghi comuni.

 

Firenzuola, 1 Luglio 2009