
Per
un’altra Firenzuola –
notizie
n° 15 – 6 ottobre 2004 |
Difendiamo le risorse del nostro territorio
l’acqua
È di questi giorni il rinvio a giudizio di decine e decine di imputati per i reati ambientali commessi durante i
lavori per l’Alta Velocità. Scorrendo i capi di imputazione si vede come siano prevalenti i danni arrecati al
patrimonio idrico: vengono drenati milioni e milioni di metri cubi d’acqua, sono stati seccati torrenti, sorgenti e
pozzi.
Ed ora nel territorio del nostro Comune si sta per attuare un progetto – nato dalla collaborazione della
passata Amministrazione con TAV, Cavet e Autostrade – che a dir poco è «perverso».
Se qualcuno ha seguito con attenzione le sortite pubbliche dell’ex sindaco deve riconoscere che lo aveva
illustrato in piú di una occasione. In estrema sintesi si tratta di questo:
- l’acqua che esce dalle gallerie a San Pellegrino verrà depurata e immessa nell’acquedotto comunale
- le sorgenti che attualmente alimentano l’acquedotto verranno deviate nel Santerno
- l’acqua del Santerno (attraverso il bacino del Risano e un acquedotto industriale) verrà usata nella cava di
Sasso di Castro per lavare gli inerti.
Le conseguenze sono semplici ed evidenti:
-berremo l’acqua che proviene dalla galleria dopo che è stata «potabilizzata» (fra parentesi, il potabilizzatore che verrà installato a San Pellegrino costa una cifra)
- l’acqua delle sorgenti avrà come destinazione ultima il lavaggio di inerti - il Santerno e il Risano, a monte di
Cornacchiaia, continueranno a restare asciutti.
L’iniziativa di «Per un’altra Firenzuola»
Di fronte a questa situazione ci siamo mossi e abbiamo preso alcune iniziative:
- il 5 luglio abbiamo scritto alla Direzione Difesa del Suolo della Provincia di Firenze per sapere come mai
era stato concesso un permesso di attingimento dal bacino del Risano per il quarto anno consecutivo, visto
che la legge lo consente soltanto per tre anni
- il 9 luglio al provincia ci risponde che è in corso un procedimento per concedere l’autorizzazione per un
acquedotto industriale e, in attesa della conclusione della pratica, è stata concessa la proroga; comunque
l’autorizzazione è subordinata al rispetto di alcune regole (installazione di strumenti di misura e garanzia del
deflusso minimo vitale dei corsi d’acqua)
- il 10 luglio scriviamo all’Autorità di bacino del Reno e all’UTC del Comune di Firenzuola riferendo della
risposta ricevuta dalla Provincia
- l’11 luglio l’Autorità di Bacino del Reno ci comunica
la portata minima vitale del Santerno a monte della confluenza del Rovigo: si tratta di 161 litri al secondo
- il 14 luglio il Comune di Firenzuola firma la Concessione edilizia n° 51/2004 per la costruzione
dell’acquedotto Risano/Sasso di Castro
-il 14 luglio Per un’altra Firenzuola fa richiesta all’Istituto Ideologico della Regione Toscana e al Corpo
Forestale dello Stato perché venga effettuata una misurazione della portata del Santerno e del Risano nei
pressi di Cornacchiaia
- il 23 luglio vengono effettuate le misurazioni che danno risultati molto interessanti:
al Guasto il Santerno porta 7 litri al secondo, mentre il Risano in località Mulini del Risano porta 8 litri al secondo; Santerno e
Risano nei pressi della località Razzaiole, a monte del bacino «artificiale» sono completamente privi di
deflusso superficiale; a valle del «bacino» l’acqua ricompare con una portata di litri 16,7 al secondo
- il 30 luglio scriviamo nuovamente alla Direzione Difesa del Suolo della Provincia e all’Ufficio tecnico del
Comune per comunicare gli esiti della misurazione e per chiede che il permesso di
attingimento venga almeno sospeso, viste le condizioni dei corsi d’acqua e visto che non sono stati installati gli strumenti di
misura. Nessuno ci ha risposto.
- il 3 settembre l’Autorità di bacino del Reno comunica al Comune di Firenzola che non ha ricevuto nessun
progetto di derivazione (acquedotto) da parte della Provincia di Firenze per potere esprimere la valutazione
che, per legge, compete a quella Autorità
- il 7 settembre Per un’altra Firenzuola ha presentato una interrogazione al Sindaco per conoscere una
valutazione politica complessiva sull’intera vicenda da parte della Giunta. Contiamo in una risposta nel
prossimo Consiglio Comunale.
Conclusioni
Per tutta l’estate autobotti da 30000 litri hanno fatto la spola tra il Risano e Sasso di Castro con anche 15
viaggi giornalieri. Il Santerno e il Risano continuano ad essere in secca. Le «autorità competenti» - tranne
l’Istituto Ideologico – hanno fatto finta di nulla. Nonostante questo siamo tutt’altro che demoralizzati: l’acqua
dei fiumi è di tutti e tale deve restare. Con l’aiuto della popolazione e delle leggi riporteremo a scorrere
l’acqua del Santerno anche a Cornacchiaia.
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