PER UNALTRA FIRENZUOLA

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Bretellina: una illusione difficile a morire

 LETTERA AGLI AMMINISTRATORI DELLA ZONA E AI POLITICI E ODG SULLA STAZIONE A SAN PELLEGRINO | CRONACA DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 20.12.2004 |  LETTERA ALL'ASSESSORE PROVINCIALE AI TRASPORTI, AL PRESIDENTE DELLA C.M. E AI SINDACI DI BARBERINO, SCARPERIA, FIRENZUOLALETTERA APERTA A ROGGIOLANI | DICHIARAZIONI DI ROGGIOLANI | COMUNICATO STAMPA CONSIGLIO REGIONALE TOSCANO | COMUNICATO DI "PER UN'ALTRA FIRENZUOLA"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Al Sindaco e ai Capi gruppo consiliari

del Comune di Castel Del Rio

 

Al Sindaco e ai Capi gruppo consiliari

del Comune di Fontanelice

 

Al Sindaco e ai Capi gruppo consiliari

del Comune di Casalfiumanese

 

Al Sindaco e ai Capi gruppo consiliari

del Comune di Borgo Tossignano

 

Al Sindaco e ai Capi gruppo consiliari

del Comune di Fontanelice

 

Al Sindaco e ai Capi gruppo consiliari

del Comune di Borgo San Lorenzo

 

Al Sindaco e ai Capi gruppo consiliari

del Comune di Scarperia

 

Al Sindaco e ai Capi gruppo consiliari

del Comune di Barberino Mugello

 

Al Presidente e ai Capi gruppo consiliari

della Comunità Montana Mugello

Borgo San Lorenzo

 

Al Presidente e ai Capi gruppo consiliari

della Comunità Montana Alto Santerno

Fontanelice

 

Al Presidente del Consiglio 

e ai Capi gruppo consiliari

Provincia di Firenze

 

Al Presidente del Consiglio 

e ai Capi gruppo consiliari

Regione Toscana

 

All’On. Severino Galante

Camera dei Deputati

Roma

 

 

Vi allegiamo copia dell’o.d.g. che il nostro Gruppo ha presentato per l’approvazione del Consiglio Comunale. Riteniamo che, al di là delle polemiche sull’utilità di una «bretella autostradale» tra Firenzuola e la A1, sia ormai evidente la non realizzabilità dell’opera stessa per motivi tecnici e politici.

In questo contesto ci sembra giusto rilanciare le nostre proposte sul miglioramento della viabilità esistente e soprattutto sulla realizzazione di una stazione passeggeri e merci a San Pellegrino.

La proposta recentemente fatta dal Sindaco di Firenzuola alla Regione Toscana (in alternativa all’ipotesi di galleria ad alta quota nota come progetto B2004) e definita «Variante Badia» rappresenta a nostro avviso l’abbandono del concetto di «bretella autostradele» e l’assunzione del principio di interventi utili sulla viabilità esistente: essa infatti mira a collegare Firenzuola e l’alta valle del Santerno con la SS 65 della Futa in località Montecarelli.

Siccome l’opera non risolverebbe comunque la maggior parte dei problemi di comunicazione del nostro Comune, chiediamo che essa venga affiancata alla realizzazione di una comunicazione diretta fra Bruscoli e Roncobilaccio, a un intervento migliorativo sostanziale della SS del Giogo e alla realizzazione di un collegamento efficiente tra le valli del Diaterna e del Santerno (Castelvecchio-Visignano-Monti-Coniale).

Ma soprattutto riteniamo che una scelta strategica sia rappresentata dalla realizzazione di una fermata merci e passeggeri a San Pellegrino nella tratta appennica dell’alta velocità ferroviaria. Questa ipotesi aveva già ottenuto il consenso unanime della Camera dei Deputati; per questo nel nostro O.d.G. riportiamo la parte relativa a San Pellegrino della Risoluzione 8-00029/1998 della Commissione Trasporti della Camera stessa.

Con la presente invitiamo le SS.LL. a farsi parte attiva, con le modalità ritenutre piú opportune, al fine di dare un esito favorevole ai problemi delle nostre popolazioni.

Distinti saluti

 Gruppo Consiliare «Per un’altra Firenzuola»
Il Capogruppo
Luciano Ardiccioni

firnzuola, 26 gennaio 2005

 

Proposta di Ordine del Giorno per il Consiglio Comunale

 IL CONSIGLIO COMUNALE DI FIRENZUOLA

Nella prospettiva di una soluzione complessiva dei problemi di comunicazione che permangono nel nostro territorio e nella convinzione che l’Amministrazione Comunale debba essere parte attiva e propositiva nella ricerca di soluzioni adeguate dei problemi stessi, come ha fatto con la proposta della «variante Badia» relativa a una ipotesi di tunnel sotto la Futa,

ritiene che conservino interamente il loro valore le considerazioni e le proposte contenute nella Risoluzione 8-00029 approvata all’unanimità dalla Commissione Trasporti della Camera dei Deputati in data 24 Febbraio 1998,

dove, fra l’altro si impegna il Governo ad «assumere le opportune iniziative, con riferimento alla tratta Firenze-Bologna [della Ferrovia ad alta velocità], affinché in località San Pellegrino, nel Comune di Firenzuola, venga realizzato in luogo del previsto posto di movimento uno scalo ferroviario per passeggeri e merci senza significative modifiche nelle caratteristiche tecniche dell’opera ma con positive conseguenze economiche per un’area, attualmente isolata dalle principali vie di comunicazione stradale e ferroviaria, che sta pagando un ampio costo in termini sociali e ambientali per la realizzazione del quadruplicamento della tratta appenninica Firenze-Bologna. Risulta del resto necessaria una piú razionale utilizzazione della costruendo linea alta velocità – da conseguire altresí mediante l’interconnessione sul versante toscano, fra San Piero a Sieve e Borgo San Lorenzo, con la contigua via Faentina –, che specificamente potrebbe realizzarsi prevedendo nei tempi morti – piuttosto ampi dati i limitati tempi di impegno nei due sensi della linea alta velocità – l’impiego della medesima per l’instradamento verso Bologna [e verso Firenze] di blocchi di pietra serena estratti dalle cave presenti nella zona di Firenzuola».

e impegna il Sindaco e la Giunta a formulare una formale ed esplicita richiesta alle Autorità e agli Enti competenti per la realizzazione di uno scalo ferroviario per passeggeri e merci a San Pellegrino.

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CRONACA DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 20.12.2004

La maggioranza vota la mozione dell’opposizione

REQUIEM PER LA BRETELLINA

 Il Consiglio Comunale di Firenzuola, dedicato ancora una volta a discutere la questione della «bretellina», si è aperto con un’affermazione preoccupante del sindaco Corbatti: se una decisone sulla fattibilità del traforo sotto la Futa dovesse essere preso oggi – alla luce dello stato attuale degli studi – la risposta della Regione sarebbe: «No!, la “bretellina” non si può fare». Per fortuna – ha continuato Corbatti – la Regione ha dimostrato di non voler abbandonare il progetto e ha proposto la stesura di un «ulteriore protocollo di lavoro» al quale possono contribuire anche gli enti locali per proseguire gli studi e le indagini.

La reazione dei presenti (era una seduta «aperta» del Consiglio Comunale) è stata immediata e negativa: l’ex sindaco Giancarlo Boni – che può essere considerato il padre spirituale della «bretellina» – ha dichiarato di non avere piú fiducia, di non vedere piú alcun interesse da parte della Regione per la realizzazione di quest’opera. Il Dott. Zini, presidente del Comitato Ambiente e Sviluppo (noto anche come Comitato pro bretellina), ha affermato che «il periodo delle attese è finito».

Determinante per una svolta nella discussione è stato l’intervento del capo gruppo DS in Consiglio Regionale, Cocchi, che ha affermato che bisogna fare ogni sforzo per allontare il piú possibile il momento di porre la «pietra tombale» sulla vicenda «bretellina di Firenzuola»; a questo scopo ha suggerito di «adeguarsi alla nuova situazione» e lavorare sulla soluzione B 2004 (quella che prevede la galleria della Futa a 830 metri di quota [n.d.r.]) chiedendo ulteriori approfondimenti, perché, come ha detto Corbatti in apertura, se la Regione dovesse dare un parere oggi, il parere sarebbe negativo. Cocchi ha spiegato anche che la «nuova situazione» è quella dello scontro fra due società private, Autostrade da un lato e Panna-Nestlè dall’altro, quindi ha indicato in Società Autostrade il responsabile della svolta che molto probabilmente porterà all’affossamento della «bretellina».

L’analisi di Cocchi è stata ripresa dall’ex sindaco Mascherini, che, con una serie di interventi appassionati, ha difeso l’accettazione del tracciato B 2004 come base di partenza per ogni trattativa furura, magari mirando ad abbassare la quota del traforo, ma soprattutto ha insistito nell’attribuire la responsabilità della mancata realizzazione dell’opera al governo Berlusconi e alla società Autostrade.

Di fronte alla proposta del Sindaco di rinviare ogni decisione operativa a una prossima riunione del Consiglio Comunale, da tenersi dopo la presentazione da parte della regione del nuovo «protocollo di lavoro», Claudio Scarpelli, capo gruppo di «Insieme per cambiare» ha presentato una mozione in cui, fra l’altro, si chiede a Sindaco e Giunta di «“congelare” a fa data da oggi ogni atto di competenza comunale politica e tecnica relativa alla costruzione della circonvallazione della Traversa (necessaria per il trasporto degli inerti dalla cava di Sasso di Castro [n.d.r.]), ed ogni atto relativo alla costruzione del nuovo acquedotto Risano-Cava Sasso di Castro, fino a quando non sarà approvato definitivamente il progetto esecutivo della Bretella per Firenzuola».

Di fronte alle perplessità del Sindaco e della Giunta, che continuavano a chiedere il rinvio della votazione, Renzo Mascherini ha dimostrato ancora una volta di essere la mente operativa della maggioranza, ha dichiarato che la mozione era anche troppo morbida e ha chiesto che fosse inserito un riferimento a Società Autostrade e anche la maggioranza l’avrebbe votata. Come di fatto è avvenuto. Cosí la mozione è stata approvata all’unanimità, dal momento che l’ha votata anche Ardiccioni, capo gruppo di «Per un’altra Firenzuola», dichiarando che quello di interventi immediati e concreti contro Società Autostrade è l’unico modo per la Giunta e per l’intero Comune di uscire in maniera «dignitosa» dalla vicenda, dal momento che la relazione tecnica presentata dalla Regione è un Requiem per la «Bretellina», che il problema – come ha indicato Cocchi – è quello di trovare il becchino per porvi sopra la pietra tombale. Ma, ha concluso Ardiccioni, sarebbe troppo facile indicare il colpevole dell’omicidio nel Governo e in Autostrade – come si sono affrettati a fare Cocchi e Mascherini –; se le colpe di Berlusconi, Lunardi e Gamberale sono innegabili ed evidenti, non si può chiudere gli occhi sul fatto che essi hanno avuto ed hanno complici consenzienti e attivi in sede locale.

 

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All'Assessore ai Trasporti della Provincia di Firenze

Al Presidente della Comunità Montana del Mugello

Ai Sindaci di Firenzuola, Scarperia e Barberino del Mugello

 

 

Il giorno 17 Dicembre 2004 le SS. LL. sono state convocate dalla Regione Toscana per discutere i risultati delle indagini idrogeologiche relative alla realizzazione della cosiddetta "Bretellina di Firenzuola".

È noto che da detto studio emerge una possibile interferenza con l'acquifero di Panna anche nell'ipotesi di un tracciato della galleria della Futa ad una quota particolarmente alta.

L'incontro avverrà a pochi giorni di distanza dalle dichiarazioni di Autostrade per l'Italia Spa che hanno avuto ampia risonanza sulla stampa locale e nazionale e che attribuiscono i ritardi nella realizzazione dell'opera alla mancata concessione di "microautorizzazioni" da parte degli Enti Locali. L'esigenza esplicitamente dichiarata da parte della Società Autostrade è quella di svincolare l'opera dai controlli che possono esercitare gli Enti Locali e istituzioni come le Autorità di Bacino.

In questo quadro invitiamo le SS. LL. a tenere fermi alcuni punti essenziali:

-         il diritto-dovere degli Enti Locali e delle Istituzioni preposte di garantire la tutela delle risorse ambientali di superficie e del sottosuolo che sono patrimonio non delle singole comunità locali, ma dell'intera comunità nazionale - e oggi possiamo anche dire dell'Europa -;

-         la cosiddetta "Bretellina di Firenzuola" non è un'opera da fare "ad ogni costo", ma la sua eventuale realizzazione deve essere subordinata a due fattori irrinunciabili: la compatibilità con la salvaguardia del territorio e una effettiva utilità per la comunità di Firenzuola e delle altra comunità del Mugello. Relativamente a quest'ultimo punto sosteniamo con forza la necessità di rifiutare ogni ipotesi di tracciato che veda l'imbocco della galleria della Futa a quote piú o meno vicine a quella del Passo del Giogo: per due motivi:

-   l’inutilità di realizzare un traforo ad alta quota che non risolve il problema “neve” nel periodo invernale e il conseguente denunciato isolamento di firenzuola;

-   la necessità di realizzare nuovi tratti di viabilità di raccordo sia sul versante di Firenzuola sia su quello di Barberino porterebbe nuovi gravi impatti sull’ambiente attraversato;

-         la viabilità dell'intero Mugello deve essere considerata un fatto unitario, come emerge anche dallo "Studio conoscitivo e di analisi della mobilità" commissionato dalla Comunità Montana: proprio per questo motivo, premettendo il rifiuto della realizzazione della bretella autostradale Barberino-Incisa, sarà necessario valutare nel complesso tutta la nuova viabilità prevista nel Mugello in relazione alle ricadute dei flussi di traffico sul territorio. Progetti come la variante SS 67, i tratti per completare la cosiddetta “destra di Sieve” potrebbero diventare dopo la costruzione della Variante di Valico vere e proprie vie di fuga con l’aggravamento della situazione di traffico sugli abitati.

Riteniamo invece fondamentale intervenire sulla viabilità esistente, mettendola in sicurezza e assicurando una manutenzione continua: ciò vale soprattutto per i collegamenti fra il Mugello e l’Emilia Romagna. In tal senso un ruolo di primo piano deve assumerlo la direttrice San Piero-Scarperia-Firenzuola-Imola.

Inoltre nella prospettiva di un potenziamento del trasporto ferroviario (auspicato anche dallo Studio della Comunità Montana)deve essere affermata la necessità dell’istituzione di una fermata passeggeri a San Pellegrino

-         il danno ambientale - come hanno dimostrato i lavori per la realizzazione dell'Alta Velocità - non si limita alle intercettazione della falda idrica, ma colpisce le nostre montagne con l'escavazione di milioni di tonnellate di inerti; e il territorio in genere con le discariche di smarino e di fanghi di lavaggio. Per questo deve essere rivendicato dai Comuni il diritto-dovere di esercitare forme rigorose di controllo su tutte le attività connesse alla realizzazione delle grandi opere;

-         chiedere una Conferenza dei Servizi per ridiscutere in maniera organica tutti questi problemi, in attesa della quale operare la chiusura della cava di prestito di Sasso di Castro, la cui apertura, del resto, era collegata alla realizzazione della cosiddetta "Bretellina di Firenzuola".

 

Gruppo Consiliare PRC del Consiglio Provinciale di Firenze

Circolo Legambiente Mugello

Gruppo Consiliare “Per un’altra Firenzuola” del Consiglio Comunale di Firenzuola

Gruppo Consiliare “Libero Mugello” del Consiglio Comunale di Borgo San Lorenzo

Gruppo Consiliare PRC del Consiglio Comunale di Borgo San Lorenzo

Gruppo Consiliare PRC del Consiglio Comunale di Barberino di Mugello

Gruppo Consiliare PRC del Consiglio Comunale di San Piero a Sieve

Circolo PRC di Scarperia

 

 

16 Dicembre 2004

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LETTERA APERTA DI PER UN'ALTRA FIRENZUOLA A FABIO ROGGIOLANI, CAPO GRUPPO DEI VERDI IN CONSIGLIO REGIONALE

Caro Roggiolani,

ho letto con interessale tue dichiarazioni dopo l’incontro con la delegazione dei manifestanti firenzuolini che vogliono la “bretellina” di collegamento tra Firenzuola e l’autostrada.

Vi ho trovato affermazioni apprezzabili e condivisibili: che il miglioramento della viabilità nel – e da e per – il nostro Comune non sia ulteriormente rinviabile; e che bisogna, comunque, stare molto attenti a non perdere quelle risorse finanziarie che Autostrade deve alla comunità firenzuolina.

Ma non si può fare a meno di individuare una contraddizione evidente fra la volontà del Consiglio Regionale che subordina la realizzazione del traforo sotto la Futa all’assenza di danni ambientali  e quella della Giunta – della quale il tuo partito è parte essenziale – che ha sempre ribadito, anche per bocca del suo Presidente, che la “bretellina” di Firenzuola non è in discussione.

Le non risposte di Martini al sindaco Combatti e la decisione di convocare gli assessori nella Commissione, nonché il tentativo di scaricare le colpe sull’assenza di Autostrade spa, sono un aspetto di quella demagogia che tu giustamente attribuisci soltanto ai politici e agli amministratori di Firenzuola.

Ma ci sono altri due aspetti che voglio sottoporre alla tua attenzione e che hanno caratterizzato da sempre le nostre posizioni:

-          il rifiuto del ricatto occupazionale: l’ambiente e le nostre ricchezze naturali devono essere difese a prescindere dai posti di lavoro, perché altrimenti vedremo contrapporre – come ha già fatto l’ex sindaco Mascherini – ai posti di lavoro di Panna, i posti di lavoro dei nostri cavatori di inerti;

-          i danni al territorio del Mugello non derivano soltanto dall’intercettazione della falda acquifera, ma anche dalle cave di inerti che la Regione ha autorizzato e si accinge ad autorizzare, quindi non solo – come dici tu – avremo montagne senz’acqua, ma non avremo piú nemmeno le montagne, a partire da Sasso di Castro.

Speriamo che la tua sensibilità – e non soltanto la tua – portino a una presa di posizione definitiva del Consiglio e della Giunta Regionale, mirante non soltanto ad evitare futuri nuovi danni, come quelli che deriverebbero dal foro sotto la Futa, ma ad interrompere il saccheggio in corso e ad iniziare tempestivamente le opere di ripristino ambientale per i danni provocati dalla TAV. Per questo si possono prendere da subito decisioni concrete, a partire dall’attivazione della procedura di sospensione della licenza di escavazione a Sasso di Castro richiesta dall’Ufficio Tecnico di Firenzuola per violazione della convenzione e non rispetto del progetto esecutivo a suo tempo presentato da Autostrade spa. Si può fare un’indagine attenta sullo sfruttamento del nostro patrimonio idrico, di superficie e di falda, a partire dalla verifica della legittimità di tutti i prelievi di Panna e si può intervenire sulla Provincia al fine di garantire il rispetto di tutte le norme sull’attingimento e la derivazione delle acque superficiali.

Infine farsi promotori di un interevento serio sulla viabilità e le comunicazioni nel nostro territorio, a partire dall’istituzione di una fermata passeggeri nello scalo tecnico di San Pellegrino della ferrovia ad alta velocità.

Colgo l’occasione per ribadire ancora una volta in che cosa consista la nostra «contrarietà alla “bretellina”»: noi siamo contrari alla bretellina, cosí come lo siamo alla creazione di una colonia terrestre sul pianeta Giove. Abbiamo sempre detto che quel traforo era impossibile, per motivi tecnici, ma ancor prima politici, che è stato usato come uno specchietto per le allodole per distrarre la popolazione dai problemi reali del nostro territorio; e le persone di buon senso non possono fare altro che «essere contrarie» all’impossibile. Ma certamente non gioiremo se, accanto alla mancata realizzazione del traforo, non avremo la garanzia che gli investimenti ad esso destinati restino a disposizione per la soluzione del problema della nostra viabilità.

Fiducioso nella tua disponibilità a portare avanti una battaglia comune per la difesa e lo sviluppo del nostro territorio, ti saluto cordialmente

 

Luciano Ardiccioni

Capogruppo di «Per un’altra Firenzuola»

nel Consiglio Comunale di Firenzuola

 

 

Firenzuola, 2 Dicembre 2004

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Dichiarazioni del capogruppo dei Verdi in Regione

"Dopo studi reiterati a varie quote di altezza, è venuta fuori la verità che noi Verdi dicevamo da molti anni: il tunnel per raggiungere Firenzuola, impropriamente chiamato Bretellina non è fattibile senza distruggere definitivamente le falde acquifere del Mugello e far scomparire le sorgenti che alimentano gli stabilimenti Panna e Palina - ha dichiarato FABIO ROGGIOLANI, capogruppo dei Verdi - Toscana Democratica in Regione Toscana - con tutto quello che questo significherebbe, oltre che per l'ambiente, per gli oltre duecento lavoratori degli stabilimenti delle acque minerali e per l'indotto conseguente.
Il Consiglio Regionale ha votato sempre con chiarezza che il tunnel non si può fare qualora si intercettino sorgenti e falde acquifere; impegno ribadito più volte da tutti i capigruppo di Toscana Democratica a ogni livello.
Dopo che questi studi sono stati espliciti è evidente che il miglioramento della viabilità per Firenzuola vada fatto ma senza tunnel.
Quei cittadini di Firenzuola che ancora oggi chiedono il tunnel sono stati presi in giro da sindaci e politici che hanno promesso la realizzazione del tunnel a prescindere e oggi con questo atteggiamento rischiano di non intercettare per la comunità firenzuolina quelle risorse finanziarie che Autostrade deve comunque dare a quell'area come opportunità di sviluppo.
Oggi - ha concluso Roggiolani - i demagoghi ci riprovano davanti al Consiglio Regionale e non so chi avrà il coraggio di mettere a rischio i posti di lavoro dell'Acqua Panna e continuare a fare del Mugello la prima montagna senza sorgenti dell'Appennino'.

 

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COMUNICATO STAMPA CONSIGLIO REGIONALE DELLA TOSCANA 1 DICEMBRE 2004

Riccardo Conti e Tommaso Franci saranno ascoltati dalla commissione Territorio ed ambiente sulla realizzazione dell'opera

La commissione Territorio ed ambiente del Consiglio regionale ascolterà quanto prima gli assessori Tommaso Franci e Riccardo Conti sulla realizzazione della 'Bretella' di Firenzuola. La decisione è stata presa questa mattina, al termine di un incontro tra il Comitato Ambiente e Sviluppo di Firenzuola, il sindaco del comune Claudio Corbatti, ed i più alti rappresentanti istituzionali del Consiglio: il suo presidente Riccardo Nencini; il presidente ed il vicepresidente della commissione consiliare Sirio Bussolotti e Franco Banchi; i capigruppo Fabio Roggiolani (Verdi), Paolo Cocchi (Democratici di sinistra), Pieraldo Ciucchi (Socialisti democratici italiani), Marco Carraresi (Unione dei democratici cristiani e di centro); i consiglieri Gianluca Parrini (Margherita), Giovanni Barbagli (Rifondazione comunista), Angelo Pollina (Forza Italia). Nei giorni scorsi il sindaco Corbatti ha avuto notizie ufficiose da parte di alcuni membri del Comitato tecnico regionale, presieduto dal professor Barla, secondo le quali esisterebbero alcuni problemi tra i tragitti ipotizzati dallo studio di Autostrade e gli acquiferi della zona, senza che siano state indicate ipotesi di soluzioni ingegneristiche alternative. Per questo il Comitato aveva chiesto di incontrare i rappresentanti istituzionali del Consiglio. (dp)

 

 

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COMUNICATO DI PER UN'ALTRA FIRENZUOLA, 15 NOVEMBRE 2004

Bretellina: una illusione difficile a morire

Sono 22 anni che a Firenzuola si parla di "bretellina", sono 17 anni e 4 mesi che si opera per ottenerla.

Sono 20 anni, quindi, durante i quali il "bisogno" si è trasformato iin ipotesi, l'ipotesi in progetto, il progetto in impegno concreto, l'impegno concreto in illusione, l'illusione in specchietto per le allodole.
Noi - in campagna elettorale - ci siamo rifiutati di discutere nei termini di "bretellina SI" "bretellina NO", perché - pur avendo seri dubbi sulla sua effettiva utilità - avevamo la convinzione, che si sta trasformando sempre di più in certezza, che LA BRETELLINA NON SI FARA' MAI.

I sostenitori della "bretellina a ogni costo" (anche a 800 metri di quota!) sono impegnati nella ricerca dei responsabili della eventuale non realizzazione: la Nestlè (acqua Panna) prima fra tutti, poi il Sindaco di Scarperia, poi i tecnici che "comitato scinetifico" che hanno trovato possibili interferenze fra il tracciato della galleria e la falda acquifera, poi forse la Regione, e, infine, un po' anche l'Amministrazione Comunale di Firenzuola.

Secondo noi l'ordine delle responsabilità deve essere rovesciato: non perché ce l'abbiamo in maniera preconcetta con l'Amministrazione Comunale, ma perché questa Amministrazione ha progressivamente rinunciato a tutti gli "strumenti" a disposizione per "fare rispettare i patti" e soprattutto perché ha speso enormi energie per elaborare un piano di sviluppo per Firenzuola incentrato tutto su una cosa che non c'era: la bretellina.
Il "piano" è incentrato su due principi: l'escavazione degli inerti che porta immediatamente occupazione e ricchezza; la bretellina (in cambio degli inerti) che porterà in un futuro ravvicinato nuova occupazione e nuova ricchezza.
Naturalmente lo scavo di inerti arrecherà danni ambientale, ma vale la pena sopportare danni e disagi in nome dello sviluppo presente e futuro.
Allo stato attuale attuale del "piano" sono ben visibili soltanto i danni ingenti derivato dallo scavo di Sasso di Castro.

Poi vengono le responsabilità dei politici e dei funzionari della Regione Toscana, che - almeno per quanto riguarda il nostro territorio - hanno fatto ben poco per difendere e salvaguardare l'ambiente, ma sono sempre stati ben attenti a sollecitare e concedere licenze per una cava dietro l'altra. Ma se un disastro ambientale (come quello provocato dall'Alta Velocità e quello annunciato per la Variante di Valico) può essere giustificato in nome di un'opera di importanza strategica nazionale o addirittura europea, chi ma si vorrà assumere la responsabilità per gli eventuali danni prodotti da un'opera discussa e discutibile come la bretellina di Firenzuola?
Crediamo proprio che nessuno si assumerà tale responsabilità, tanto più a ridosso delle elezioni regionali.

Ma nessuno - sempre per motivi elettorali - risponderà alla minacciosa lettera del Sindaco Corbatti che la bretellina non si farà: verrà ancora richiesta pazienza, perché ci vuole ancora tempo per indagare, studiare, decidere, progettare, ecc. 
E ci sarà sempre qualcuno - noi ci auguriamo che siano sempre meno - disposto a credere alle promesse.

Noi chiediamo da subito atti concreti dell'Amministrazione Comunale: fermare con tutti i mezzi che ha disposizione lo scavo di inerti da Sasso di Castro, impedire che Poggio Savana entri a pieno titoli nel Piano delle Cave.

 

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