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AV
: acqua drenata, opere e il processo
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milioni di metri cubi di acqua . A tanto ammontano le perdite idriche
causate dagli scavi delle gallerie dell’Alta Velocità nel Mugello di
cui ben 65 milioni ( un po’ più di un invaso di Bilancino) dalla sola
Galleria Firenzuola che attraversa l’Appennino tra Borgo San Lorenzo e
il Comune dell’alto Mugello.
Il dato è stato fornito dal geologo Giuliano Rodolfi responsabile
dell’Osservatorio ambientale Locale nel corso di una seduta della
commissione ambiente del Consiglio Comunale di Borgo San Lorenzo.
Attualmente le venute d’acqua ammontano complessivamente a 600 litri al
secondo e mancano soltanto 480 metri a terminare i lavori scavo della
galleria Firenzuola e 200 appena per la Galleria Raticosa, mentre per la
galleria Vaglia i lavori procedono più lentamente e devono essere scavati
circa 3,5 km.
Resta ancora da stabilire con certezza quale sia la provenienza
dell’acqua dato che , secondo Arpat, non si evidenziano in superficie
situazioni di uguale rilevanza , dopo la scomparsa di alcune sorgenti (
Casa d’Erci e la Rocca , per esempio) e il drenaggio su alcuni corsi
d’acqua che è comunque di litri o massimo di qualche decina ( con
effetti in ogni caso significativi su torrenti come Diaterna, Veccione,
Rampolli, Farfereta e altri).
Nel mese di novembre è stato stimato un possibile apporto dovuto alle
precipitazioni di circa 50 litri secondo, ma resta ancora da capire se
questo svuotamento possa compromettere risorse anche a molta distanza
dallo scavo.
La situazione della qualità delle acque sta invece migliorando con la
progressiva chiusura o minore attività dei cantieri.
Nella seduta si è anche parlato dell’udienza preliminare del processo
per i danni ambientali causati dai depositi di smarino e
dall’intercettazione delle falde che è stata aggiornata al 9 aprile.
Nella prima udienza i comuni e la Comunità Montana si sono costituiti
parte civile e, a sorpresa si è costituito anche il Ministero
dell’Ambiente.
Gli avvocati degli imputati hanno eccepito che la costituzione del
Ministero, secondo la legge, comporterebbe la non accoglienza della
costituzione da parte degli enti locali, mentre i legali delle
amministrazioni locali hanno sottolineato che con l’approvazione del
titolo V della Costituzione questa interpretazione non sia più corretta.
Se dovesse essere accolta l’obiezione dei difensori sarebbe una beffa
per gli enti locali visto il comportamento tenuto dal Ministero in questa
legislatura e le responsabilità dirette sempre del Ministero
nell’emanazione di una VIA che si è dimostrata del tutto insufficiente.
Intanto il 23 febbraio è stato sottoscritto il protocollo d’intesa tra
Regione, Provincia, comuni, Comunità Montana e Consorzio bonifica della
Romagna per l’individuazione del primo programma di interventi
finanziati dai 53 milioni di euro dell’Addendum del 2002 e gli enti
attuatori.
6 milioni e 200 euro serviranno per opere di sistemazione idraulico
forestali dei bacini dei torrenti impattati (Comunità Montana e Consorzio
Romagna), 4,5 per invasi di fondovalle a servizio dell’agricoltura, 1
milione per la valorizzazione di sorgenti storiche, 1,2 per
l’impermeabilizzazione di tratti fratturati dei torrenti ( per impedire
il drenaggio come avviene , per esempio, nel Rampolli).
500 mila euro per il progetto Cisterne per la conservazione dell’acqua
piovana (Comunità Montana). Progettazione piccoli invasi montani 140
mila, studi geochimici di Arpat 100 mila. Il totale di questi primi
interventi e di altre opere ammonta a 20.680.000 euro.
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