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rifiuti
LA NOSTRA PROPOSTA ALL'ASSESSORE ALL'AMBIENTE PER RENDERE "PIU' GIIUSTA" LA TARIFFA FEBBRAIO 2006 [RIMASTA SENZA RISPOSTA]
A
Pietro Parisi Assessore
all’Ambiente del
Comune di Firenzuola Oggetto:
aggiornamento TIA e impianti eolici Caro
Pietro, a
seguito delle riunioni formali e informali delle Commissioni Affari Generali
e Frazioni, durante le quali hai chiesto proposte e osservazioni ai gruppi
consiliari, ti preciso che: per
quanto riguarda gli impianti eolici la nostra opposizione motivata agli
impianti di Piancaldoli si estende, a maggior ragione, alla tua proposta del
Carpinaccio e – in generale – a tutto il nostro territorio comunale per
quanto riguarda, invece, i rifiuti, ti allega una bozza con alcune proposte,
sulla base delle quali potrebbe essere proficua una discussione del nostro
gruppo con l’Amministrazione, che naturalmente dovrebbe cominciare subito
visto la rilevanza dell’argomento e i tempi che abbiamo davanti. Ti
ringrazio per l’attenzione e ti porgo i piú cordiali saluti Luciano
Ardiccioni Firenzuola,
1 febbraio 2006 All.: 1-. PER UNA TARIFFA SUI RIFIUTI LA PIÚ GIUSTA POSSIBILE Devono essere tenuti fermi alcuni principi generali:
Costi
di raccolta e smaltimento è preliminare, quindi, determinare in maniera analitica e con il minimo margine di errore la quantità di rifiuti prodotta dalla singole realtà. In alcuni paesi d’Europa e in alcuni comuni d’Italia (ad esempio Brunico) si procede alla pesatura dei rifiuti della famiglia o del condominio. Nel Comune di Firenzuola (che ha il problema di una significativa presenza di non-residenti) è necessario stabilire in che misura questa componente concorra alla produzione complessiva di rifiuti. Si potrebbe, ad esempio, fare la media dei 3 mesi con la minore produzione (dedotta del 5-10 %, per una presenza presunta di non residenti anche in quei periodi) e moltiplicarla per 12: sia avrebbe cosí la quantità di rifiuti annualmente prodotti dai residenti. La differenza tra la produzione totale e la cifra precedentemente ottenuta dà la produzione da attribuire ai non residenti. In questo modo la tariffazione su 12 mesi anche ai non-residenti non costituirebbe un aggravio arbitrario, in quanto si tratterebbe della distribuzione sull’intero anno di una quantità di rifiuti effettivamente prodotta. Questo metodo dovrebbe essere applicato sia per i costi relativi al conferimento in discarica, sia per quelli (ben superiori) per la raccolta. DETERMINAZIONE DEL NUMERO DEI COMPONENTI FAMILIARI Per i residenti fa testo la documentazione dell’Anagrafe Per i non-residenti si deve riconoscere il diritto all’autocertificazione e soltanto in assenza di una sua presentazione si potrà ricorrere ad una attribuzione d’ufficio. In questo caso l’attribuzione d’ufficio dovrebbe avere anche una funzione di deterrenza (4 o 5 componenti a prescindere dalla superficie; il Comune di Siena, ad esempio, ha fissato il numero a 4). Per accertare la veridicità dell’autocertificazione verranno adottate tutte le misure di controllo che sono normalmente utilizzate in questi casi, in più possono essere effettuate indagini supplementari annuali a campione. La fiducia nella buona fede dei cittadini amministrati è una dote essenziale dell’Amministratore. IL METODO PIÚ SEMPLICE Il metodo qui proposto può sembrare complesso, ma in realtà il gestore del servizio e il Comune possiedono (o dovrebbero possedere) tutti i dati necessari. Esiste un metodo di calcolo semplicissimo, che mette tutti gli utenti del servizio sulle stesso piano e si basa – per tutti – sulla superficie, sul numero dei componenti e sulla durata di utilizzazione del servizio. Ad esempio, il Comune di Prato consente di calcolare l’importo della propria tassa on line inserendo il n° dei componenti, i mq di superficie, il periodo di possesso vedi http://www.asmprato.it/tia/calcolo/?stato=3&id_comune=1&id_tipologia=1 e quindi rispettando tutti i parametri del decreto Ronchi ORGANIZZAZIONE E COSTO DEL SERVIZIO Per quanto riguarda i costi del servizio è preliminare un raffronto tra i costi attuali e quelli sostenuti dal Comune quando gestiva in proprio il servizio di raccolta dei rifiuti (ad esempio, dal 1995 al 2001). Ogni aumento deve essere motivato da un miglioramento effettivo e necessario del servizio stesso, ferma restando la facoltà del Comune di riassumere in proprio (o in forma associata) il servizio stesso a affidarlo ad altro gestore. Il numero e la dislocazione dei cassonetti devono essere funzionali alle esigenze della popolazione, ma anche all’economicità del servizio. In un Comune a bassa densità di popolazione come il nostro è indubbiamente difficile fornire a tutta la popolazione un servizio di raccolta “comodo” per tutti. Una riduzione dei punti di raccolta, compensata da una riduzione molto significativa della tariffa e discussa e concordata con la popolazione potrebbe consentire una razionalizzazione dei percorsi di raccolta con significativa diminuzione dei costi. RIDUZIONE DELLA PRODUZIONE DI RIFIUTI Quello della riduzione della produzione di rifiuti indifferenziati dovrebbe essere obiettivo primario per il nostro Comune – che ha la produzione pro capite piú alta di tutto l’ATO 6. Per questo dovrà essere messa in atto una massiccia campagna di informazione e di sensibilizzazione, congiuntamente all’introduzione di agevolazioni significative per il riciclaggio domestico e per la raccolta differenziata. La prima campagna dovrebbe essere sui rifiuti di cucina e organici, avendo cura di non favorire la loro dispersione nell’ambiente. Secondo noi questo tipo di rifiuto costituisce anche nel nostro territorio una parte significativa dell’intera produzione di rifiuti indifferenziati. Accanto allo sviluppo del compostaggio domestico, quindi, dovrebbe essere istituita la raccolta differenziata nel capoluogo e nelle frazioni. Potrebbe inizialmente essere sperimentata nel capoluogo per la maggiore concentrazione di abitanti e per la maggiore difficoltà di compostaggio domestico. Accanto a una sensibilizzazione sugli imballaggi – che deve essere al centro di una nuova politica nazionale e regionale rivolta essenzialmente ai produttori – può essere attivata anche nel nostro comune la raccolta differenziata dei contenitori (vaschette di plastica, di polistirolo, ecc.) almeno presso i supermercati e i punti vendita piú grandi. Il funzionamento dell’isola ecologica del capoluogo deve essere potenziato e devono essere realizzate isole ecologiche (eventualmente con strumenti di pesatura automatica) nelle frazioni piú grandi e piú lontane dal Copolugo (Piancaldoli, Bruscoli, Pietramala). Il rimborso per il conferimento alle isole ecologiche potrebbe essere progressivo in funzione della quantità annua conferita. Una nuova campagna per i rifiuti ingombranti e una piú efficiente gestione del servizio potrebbe alleggerire di molto il loro conferimento all’interno dei cassonetti. Anche questo tipo di smaltimento dovrebbe consentire ai cittadini l’accesso alle riduzioni per la raccolta differenziata. COSTI E FINANZIAMENTI L’attuazione dei punti esposti sopra ha ovviamente dei costi che non possono ricadere interamente sulle tariffe, perché vanno al di là del puro e semplice servizio di raccolta e trattamento rifiuti, sono, infatti, interventi di valenza generale. Inoltre le tariffe dovranno non solo essere contenute (non aumentate), ma nel nostro Comune abbiamo il problema di sanare le sperequazioni fatte nel 2005. Come fonti di finanziamento indichiamo: - parte dei proventi dalla discarica «il Pago» - i dividendi della nostra partecipazione azionaria ad Hera, ecc.
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